Su Titano un mare profondo 200 metri e vasto come l’Adriatico

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E’ probabilmente trasparente, anche se composto in gran parte da metano liquido, il primo mare extraterrestre in cui e’ stato possibile ‘tuffarsi’, almeno virtualmente. Si trova sulla piu’ grande e misteriosa luna di Saturno, Titano, dall’atmosfera densa e di colore arancio. Il ‘tuffo’ si deve a due giovani ricercatori italiani: Marco Mastrogiuseppe e Valerio Poggiali, che fanno parte entrambi del gruppo dell’universita’ Sapienza di Roma coordinato da Roberto Seu. Utilizzando i dati raccolti dalla sonda Cassini, nata dalla collaborazione fra Nasa, Agenzia Spaziale Europea (Esa) e Agenzia Spaziale Italiana (Asi) e in orbita attorno a Saturno dal 2004, i ricercatori hanno misurato la profondita’ di Ligeia, il secondo mare di Titano per estensione, vasto quanto il nostro mare Adriatico. ”Per la prima volta abbiamo potuto misurare direttamente la profondita’ di un mare alieno”, ha detto Mastrogiuseppe. Questa, ha aggiunto, ”non supera 200 metri di profondita’ e contiene circa 5.000 miliardi di tonnellate di idrocarburi”. In gran parte si tratta di metano allo stato liquido, e in misura minore di etano e azoto. In un futuro molto lontano, scherzano i ricercatori, potrebbe essere il luogo ideale per un pit-stop per viaggi diretti ad altri sistemi planetari.

 

Titano e saturno

Visitare cosi’ in dettaglio uno dei piu’ grandi mari di Titano e’ stato possibile grazie alle immagini e misure eseguite dal radar della sonda Cassini, che riesce a vedere anche attraverso le nubi. ”La scoperta – spiega Mastrogiuseppe – e’ stata possibile grazie all’esperienza accumulata con i radar che stanno osservando Marte”. Si trovano sulla sonda europea Mars Express e dell’americana Mro (Mars Reconnaissance Orbiter), si chiamano rispettivamente Marsis e Sharad e parlano entrambi italiano grazie alla collaborazione fra universita’ Sapienza e Jet Propulsion Laboratory (Jpl) della Nasa. Grazie a questa esperienza i due ricercatori italiani sono gia’ al lavoro per misurare la profondita’ del piu’ grande mare di Titano, chiamato Kraken. Lo stanno facendo in collaborazione con l’americana Cornell University e con il Jpl e a fine agosto un nuovo passaggio di Cassini su Titano permettera’ di acquisire nuovi dati. Nel frattempo i ricercatori stanno studiando tutti gli altri mari di Titano, per ottenere la prima mappa completa dei fondali di tutti i mari di un mondo alieno.

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