lunedì, Maggio 25, 2020
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Piramide: Inizia il conto alla rovescia per la scoperta della stanza segreta

Un team archeologico che utilizza sofisticati strumenti elettronici sostiene di essere vicino al colpo grosso: “Un vuoto dietro le pietre”

Un team internazionale di esperti che da mesi lavora nella piramide di Cheope è convinto di essere vicino alla scoperta di una camera segreta, il sogno di ogni archeologo che dai tempi dell’intrepido Giovanni Battista Caviglia sia entrato nella grande piramide di Giza. Nessuno ne parla ancora ufficialmente, e le cavità finora trovate sono state descritte solo come piccole anomalie, ma i dati raccolti dal team dello Scan Pyramids Project avrebbero rivelato qualcosa di più interessante di un semplice vuoto tra una pietra e l’altra.

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Da quando il califfo Al Mamoun penetrò nell’820 d.C. nella piramide scavando una galleria, la ricerca di una camera segreta ha ossessionato molti ricercatori. Al Mamoun non trovò all’interno i tesori che cercava, né iscrizioni che permettessero di svelarne il segreto: il tesoro del faraone doveva però esistere ed essere nascosto da qualche parte. Prima di essere fermati da leggi che finalmente hanno tutelato le antichità anche in Egitto, molti avventurieri hanno scavato la piramide alla ricerca della camera segreta. Ce ne sono ancora i segni nella parete sud, nella misteriosa nicchia a gradoni della cosiddetta «camera della Regina», scavata per alcuni metri, e nel passaggio che l’archeologo britannico Richard Vyse aprì con la dinamite alla fine della Grande galleria.

 

 

Il team dello Scan Pyramids Project, di cui fanno parte l’ex ministro per le antichità egiziano Zahi Hawass e l’archeologo Mark Lehner, sta usando metodi meno invasivi per trovare cavità nascoste. La termografia all’infrarosso, i raggi laser e l’osservazione dei muoni, particelle subatomiche generate dal contatto fra i raggi cosmici e gli atomi dell’atmosfera, permettono di scannerizzare la costruzione evidenziando vuoti al suo interno. «Non possiamo ancora pensare ad una camera segreta – ha detto Hawass -, per ora ci limitiamo a dire che sono state trovate delle anomalie, piccoli vuoti tra una pietra e l’altra». Mehdi Tayoubi, presidente dell’istituto dell’Università del Cairo che guida la ricerca è più ottimista: «Sappiamo che c’è una camera segreta, ma non ancora dove si trova».

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Nell’ottobre dello scorso anno, i ricercatori avevano già annunciato la scoperta di una cavità a 105 metri di altezza nell’angolo Nord-Est della piramide e altre anomalie vicino all’ingresso originario e nella parete Nord: negli ultimi mesi sono però stati fatti progressi che avrebbero portato a conferme importanti e forse a nuove scoperte. Non è detto che se la camera segreta sarà trovata contenga i tesori che Al Mamoun cercava. La piramide di Cheope ancora affascina gli studiosi per i suoi misteri mai risolti: l’assenza di qualunque scritta sulle pareti, l’alto livello di tecnologia e conoscenza necessario a costruirla più di 4500 anni fa, la mancanza di prove certe che sia mai stata la tomba di qualcuno e che sia stata costruita per questo.

 

Secondo ricercatori che l’archeologia accademica rifiuta di riconoscere, la Grande piramide è l’indistruttibile testimonianza di conoscenze antiche nascoste nelle sue pietre, un’ipotesi che renderebbe ancora più affascinante la ricerca di una camera segreta. Lo stesso faraone Cheope, come riporta il papiro Westcar conservato a Berlino, parlando con il mago Djedi si interessa di stanze segrete che custodirebbero la sapienza del dio Toth. E Djedi risponde: «C’è una cassa di selce, là in una stanza chiamata inventario. Ecco, esso è nella cassa». E’ improbabile che il mago si riferisse a una stanza della piramide che secondo la maggior parte degli studiosi lo stesso Cheope aveva fatto innalzare, ma altri ricercatori sostengono che la costruzione sia molto più antica. Alcuni archeologi hanno ipotizzato che una stanza segreta possa trovarsi sotto al sarcofago di granito della «camera del re», ma nessuno lo sposterà senza averne prima le prove.

 

Lo Scan Pyramids Project è stato applicato anche ad altre piramidi con risultati interessati e si attende che venga scannerizzata anche la piramide di Chefren, quasi gemella di Cheope salvo per l’assenza di corridoi e stanze interne: anche in quel caso, troppe pietre per la lastra tombale di un solo uomo.

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