Missione Compiuta, Rosetta atterrata sulla cometa 67/P

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[Streaming|Diretta]Guarda la sonda Rosetta che atterra sulla cometa

Questo è un giorno storico, dobbiamo essere orgogliosi che la tecnologia italiana abbia contribuito a portare” la missione Rosetta dell’Agenzia Spaziale Europea sulla  cometa 67/P.

l’Esa, l’Agenzia Spaziale Europea, con un tweet “Riceviamo segnali dalla superficie”  ha annunciato al mondo intero di aver portato il robot Philae sulla superficie della cometa 67/P Churyumov-Gerasimenko, un viaggio lungo 10 anni, un passo storico per la   ricerca spaziale e l’origine dell’universo.

L’atterraggio sulla cometa è stato accompagnato da un grande applauso, abbracci e strette di mano nel centro di controllo dell’Esa in Germania, l’Esoc, a Darmstadt. Dalla superficie della cometa il lander Philae ha inviato il segnale alla sonda Rosetta, che lo ha ritrasmesso a Terra. Nonostante tutti i timori, la discesa è andata bene e l’antenna è correttamente rivolta verso l’alto.

La foto combinazione di diverse immagini scattate con il sistema di telecamere CIVA rilasciato dalla ESA, l'Agenzia Spaziale Europea il Giovedi 13 Novembre 2014 ...

Lanciata il 2 marzo 2004, Rosetta ha raggiunto la distanza di 511 milioni di chilometri dal nostro pianeta dopo aver rimbalzando due volte fra Terra e Marte per prendere la “rincorsa” necessaria a raggiungere la cometa. Prima di arrivare a destinazione ha avvicinato altri due fossili del Sistema Solare: gli asteroidi Steins e Lutetia.

 L’Italia in prima linea

Nella lunga storia di Rosetta l’Italia è sempre stata in prima fila, con la planetologa Angioletta Coradini, scomparsa nel 2011, e poi con Asi, con le università Parthenope e di Padova, il Politecnico di Milano, l’Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf) e il Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr). Importante la partecipazione dell’industria, con le aziende del gruppo Finmeccanica Thales Alenia Space, Telespazio e Selex ES.

Sono italiani i due ricercatori alla guida della missione, Paolo Ferri e Andrea Accomazzo, e degli 11 strumenti a bordo di Rosetta tre sono italiani. Sono lo spettrometro Virtis (Visual InfraRed and Thermal Imaging Spectrometer), di cui è responsabile Fabrizio Capaccioni, dell’Istituto di Astrofisica e Planetologia Spaziali dell’Inaf (Iaps-Inaf); Giada (Grain impact analyser and dust accumulator), progettato da Luigi Colangeli e del quale è responsabile Alessandra Rotundi, dell’università Parthenope.

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