L’ipnosi regressiva e i rapimenti alieni

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L’ipnosi regressiva contro i ricordi cancellati dai rapimenti alieni

Cos’è l’ipnosi regressiva? Quali sono i suoi benefici? Perchè molti addotti ne fanno uso dopo aver subito un Rapimento Alieno? La regressione ipnotica è una pratica utilizzata per far riemergere ricordi che la nostra mente ha rimosso. Si tratta di una metodologia non scientifica (al pari della lettura dei tarocchi, per intenderci). Proprio per questo motivo, secondo la legge italiana (Legge 14.01.2013 n° 4 , G.U. 26.01.2013), per praticarla non occorrono diplomi o lauree, non serve essere medici o psicologi a patto che non si effettuino diagnosi o si forniscano terapie.

Fu Freud stesso ad ipotizzare l’esistenza di ricordi “rimossi”, secondo Freud le cause di tutti i problemi erano da ricercare proprio lì. Oggi la “rimozione” viene considerata un meccanismo di difesa messo in atto dal cervello per garantire una vita più serena. Talvolta, però, i ricordi, anche se nascosti nello scantinato della nostra mente, continuano a provocare gli stessi effetti di ansia o dolore, nonostante il paziente non sia consapevole delle motivazioni. In questi casi gli psicoterapeuti indagano, finché quelle esperienze occultate non riemergono. Successivamente svolgono un lungo lavoro con il paziente per far sì che i ricordi vengano accettati. Per far questo, uno psicoterapeuta, può impiegare mesi o anni.

L'ipnosi regressiva e i rapimenti alieni
L’ipnosi regressiva e i rapimenti alieni

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La nostra mente, però, non funziona come un computer dove un file registrato resta identico nel tempo. Qualsiasi ricordo, anche non rimosso, si evolve, si modifica con l’esperienza, perde dei dettagli e ne acquisisce altri. Uno psicoterapeuta sa bene che ogni eventuale ricordo emerso va preso con le molle, non come verità assoluta ma come la verità, di quel momento, del paziente.

Tornando all’ipnosi regressiva le domande da porsi sono: quale persona si rivolge ad un ipnotizzatore per ottenere informazioni “dimenticate” del proprio passato? Soprattutto, a chi si rivolge?

Chi soffre di qualsiasi problema mentale, dall’ansia alla depressione, i disturbi più comuni, in genere consulta il medico di base che gli consiglierà, a seconda dei casi, un neurologo che accerta lo stato fisico del cervello, se non ci sono problemi fisici, allora uno psichiatra che potrà prescrivergli la cura farmacologica per alleviare i sintomi, quasi sempre da abbinare a sedute di psicoterapia.

Chi, invece, si rivolge a qualcuno che, con l’utilizzo dell’ipnosi regressiva svela il trauma rimosso, lo fa perché crede di conoscere quale sia il suo trauma, nel nostro caso il paziente sarà convinto di essere stato rapito dagli alieni, cerca soltanto le prove.

ipnosi regressiva
ipnosi regressiva

Questo paziente non segue un normale percorso, non consulta il medico di base o direttamente un neurologo, psichiatra o psicologo, si rivolge ad uno dei tanti presunti “esperti” di alieni che praticano l’ipnosi.

La legge italiana, l’abbiamo già detto, lo consente, quindi queste persone, anche se inutili, non commettono un illecito. Se non di tipo morale.

Durante le sedute di ipnosi regressiva possono emergere falsi ricordi in due modi:

  • l’ipnotizzato covava già la paura di avere subito esperienze traumatiche con alieni e probabilmente ha anche letto tutto sui casi di adduzione;
  • è lo stesso ipnotista (ricordiamo, in genere si tratta di un presunto “esperto” di alieni, non un medico) a suggerire questi ricordi.

falsi ricordi creati sotto ipnosi regressiva sono talmente vividi, che difficilmente l’ipnotizzato saprà mai distinguerli da quelli reali.

Se tutto questo non avesse ripercussioni, come di noma accade a chi si fa prevedere il futuro da una cartomante, varrebbe il principio della libertà individuale.

Purtroppo non è così, i falsi ricordi possono produrre gli stessi traumi psicologici delle esperienze realmente vissute. Si tratta di un concetto ampiamente diffuso tra i ricercatori.

Per non fornire opinioni di parte (il complotto è sempre in agguato) riportiamo la testimonianza di uno psichiatra statunitense, Ian Stevenson, diventato famoso perché ha trascorso gran parte della sua vita nel tentativo di dimostrare l’esistenza della reincarnazione tramite l’ipnosi regressiva.
Dopo anni di ricerca Stevenson è giunto a queste conclusioni «Quasi tutte le “personalità precedenti” e i loro “ricordi” sono del tutto immaginarie, proprio come lo sono i contenuti della maggior parte dei sogni. Anche se includono accurati dettagli storici di solito il soggetto li aveva acquisiti tramite letture, radio, televisione o altre fonti.» – di seguito aggiunge – «La procedura di regressione ipnotica non è priva di rischi. Si sono verificati casi in cui la “personalità precedente” non è andata via, lasciando il soggetto in uno stato alterato di personalità a cui è dovuto seguire molto lavoro per ripristinare la sua personalità normale.»

Ricordiamo che Ian Stevenson era uno psichiatra, non una persona improvvisata, anche se lui utilizzava l’ipnosi regressiva per cercare segni di vita precedente, non cambia molto da chi cerca prove sui rapimenti alieni. In ogni caso, quello che viene a galla sono falsi ricordi, per giunta facendo correre rischi all’ipnotizzato.

Chiunque avesse il sospetto di essere stato vittima di un rapimento alieno consulti, senza paura del ridicolo, uno psicoterapeuta qualificato. E’ una delle regole della terapia psicologica quella di non giudicare le confidenze di un paziente. In ogni caso ascolterà e saprà consigliare il modo corretto per far emergere eventuali ricordi sepolti.

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