L’eclissi di Sole di venerdì 20 marzo, spettacolo assicurato

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Il fenomeno sarà parziale, ma comunque molto evidente e affascinante, con la Luna che oscurerà quasi il 70% del Sole. Venerdì mattina l’eclissi solare in Italia inizierà tra le 9.15 e le 9.30 a seconda delle località e raggiungerà il culmine intorno alle 10.30; in generale, l’oscuramento sarà maggiore sul Nord-Ovest e minore al Sud.

Il culmine, con il massimo dell’oscuramento, è previsto dopo circa un’ora e otto minuti, quindi intorno alle 10.30, mentre la fine sarà intorno alle 11.40. Per chi la osserverà dall’Italia sarà un’eclissi parziale, con il Sole maggiormente oscurato in Valle d’Aosta e Piemonte, dove si supererà il 65% della copertura. A Roma sarà occultato il 53,8% del disco solare, a Palermo il 44,4% qui una serie di consigli utili per osservare l’eclissi

Eclissi di sole venerdì 20 Marzo. Sarà visibile in tutta Europa

Grande mobilitazione per l’attesa eclissi di Sole del 20 marzo: dalle decine di Sun Party organizzati dall’Unione Astrofili Italiani (Uai) fino ai mini-satelliti Proba mobilitati dall’Agenzia Spaziale Europea (Esa) per seguire l’evento dallo spazio. In diretta web sul sito di ANSA Scienza e Tecnica sarà possibile seguire le immagini trasmesse in diretta dal Virtual Telescope dal parco dell’Appia Antica. Si raccomanda l’uso di occhiali schermati, quelli da saldatore o, nel caso non fosse possibile recuperarli, si consiglia di guardare la proiezione del sole indirettamente, su dei fogli di carta.

Sarà un’occasione per studiare il motore che fa brillare la nostra stella e ottenere nuove importanti informazioni sui campi magnetici solari. Durante il fenomeno si potrà immortalare l’ombra che la Luna proietterà sulla Terra e scrutare la parte più esterna dell’atmosfera del Sole. Oggetto delle osservazioni sarà infatti la corona solare: l’eclissi “accadrà in un momento di massima attività del Sole, durante la quale la corona avrà delle strutture simmetriche su tutta la sua circonferenza, come i pennacchi, che sono getti di plasma che si estendono nello spazio fino a 30 volte il raggio del Sole”, osserva il fisico solare Mauro Messerotti, dell’Osservatorio Astronomico di Trieste dell’Istituto Nazionale di Astrofisica.

 

 

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