La vittoria dei cittadini: Sequestrato impianto Muos in Sicilia

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La procura di Caltagirone ha ordinato il sequestro dell’impianto satellitare Usa “Muos” nella riserva di Niscemi (Caltanissetta).

Allarmanti i risultati preliminari di uno studio condotto da due scienziati sugli effetti tumorali che possono causare le emissioni elettromagnetiche presenti nella zona adiacente al sistema di trasmissione Nrtf 46 della base militare della Marina statunitense di contrada Ulmo. In questo sito, dove recentemente è stato realizzato il contestatissimo Muos, sono funzionanti dal 1991 una quarantina di antenne tradizionali.Il provvedimento fa seguito alla decisione del Tar di Palermo che aveva accolto i ricorsi dei No-Muos contro la prosecuzione dei lavori di realizzazione dell’impianto di Tlc nella base statunitense e costituisce una importante vittoria dei cittadini.

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Il sequestro dell’impianto Muos è stato disposto per violazione del vincolo paesaggistico di inedificabilità assoluta presente in una riserva naturale, al quale sono sottoposte anche le costruzioni di carattere militare.

Una delegazione di parlamentari M5S guidata da deputato Gianluca Rizzo si era recata a Niscemi per appurare lo stato dei lavori, a seguito della sentenza giunta dal Tar. Una visita, quella dei 5 Stelle, giunta in vista della manifestazione nazionale di protesta fissata per il 4 aprile.

I parlamentari sono intervenuti per verificare lo stato di avanzamento dei lavori su invito dei comitati “No Muos” che invece hanno sempre denunciato la prosecuzione dell’attività lavorativa al sistema satellitare Muos.

Lo stesso Rizzo ha confermato la propria opposizione all’impianto di telecomunicazioni ad altissima frequenza tenendo a precisare che “dal punto di vista ambientalistico il sistema satellitare americano Muos ha un impatto devastante sul territorio siculo e contribuisce a rendere la Sicilia un’area fortemente militarizzata”

Rizzo ha ribadito che M5S continuerà a battersi “per la chiusura di una struttura che riteniamo del tutto illegittima e dannosa per i cittadini siciliani”.

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