martedì, Maggio 26, 2020
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La scoperta epocale che spinge l’astronomia in una nuova era

La scoperta epocale che spinge l’astronomia in una nuova era

Albert Einstein aveva predetto L’esistenza di onde gravitazionali 100 anni fa, nella sua teoria della relatività generale, da oggi  l’astronomia  fa un passo avanti e anche storico sulla funzione delle Onde Gravitazionali  grazie allo scontro delle due stelle di neutroni è avvenuto 130 milioni di anni fa che ci ha permesso, per la prima volta, di registrate  le onde gravitazionali.

La scoperta epocale che spinge l’astronomia in una nuova era

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L’esplosione cosmica ha generato un’onda gravitazionale che ha investito la Terra il 17 agosto, proprio quando sulle Ande cilene il Sole stava tramontando e la “galassia” di telescopi dell’Eso (l’European Southern Observatory) si preparava a una notte di osservazioni sfruttando uno dei cieli più tersi del pianeta. Le onde previste da Einstein un secolo fa e osservate per la prima volta a settembre del 2015, erano state premiate con il Nobel lo scorso 3 ottobre. Viaggiando alla velocità della luce, sono state il primo segnale dell’esplosione a raggiungere la Terra

Un passo epocale 

La fusione di due stelle di neutroni ha dato vita ad una kilonova, una nuova stella. Il fenomeno ha prodotto significative quantità di oro e platino,ed in pochi giorni la kilonova è passata dal blu al rosso acceso, un cambiamento rapido che non era stato ancora osservato nel caso di esplosioni stellari.

La scoperta è stata annunciata nel corso di una conferenza stampa presso il National Press Club di Washington e I dati raccolti dai telescopi indicano che è stata osservata la fusione di due stelle di neutroni, un evento che implica la produzione di enormi quantità di energia e la dispersione di elementi come oro e platino attraverso l’Universo.

Le stelle di neutroni sono l’ultimo stadio di vita delle stelle con massa molto grande (10 volte quella del Sole), che si verifica quando terminano le reazioni di fusione nucleare al suo interno dovute alla fine degli elementi leggeri che le alimentano, in pratica il loro carburante.

Secondo i calcoli di LIGO e Virgo, la fonte delle onde gravitazionali era collocata in una regione del cielo meridionale, con un’area pari a quella di un centinaio di nostre Lune piene e contenente svariati milioni di stelle. Non appena è arrivata la notte nell’emisfero meridionale, i telescopi di mezzo mondo si sono orientati verso quel punto remoto, alla ricerca di cosa avesse generato le onde gravitazionali e per definire meglio le coordinate fornite da LIGO-Virgo.

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