La DARPA lavora per rendere Marte simile alla Terra

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Non è un segreto che la Defense Advanced Research Projects Agency stia investendo grandi somme nell’ingegneria genetica e nella biologia sintetica. Che la cosa vi ecciti o terrorizzi dipende da come interpretate il fatto che l’esercito possa creare forme di vita completamente nuove in laboratorio. Se siete più eccitati che altro, comunque, ecco una chicca: la DARPA è convinta di essere sulla buona strada per creare organismi in grado di trasformare Marte in un pianeta che somigli molto di più alla Terra.

L’obiettivo del terraformare Marte è quello di rendere più tiepida e potenzialmente più densa la sua atmosfera, grazie alla coltura di piante verdi in cui avviene la fotosintesi, batteri e alghe, sulla sterile superficie marziana. È un proposito che persino eterni tecno-ottimisti come Elon Musk ritengono ancora bello lontano, ma non la DARPA, che a quanto pare è già in pronta a partire.

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“Per la prima volta, abbiamo gli strumenti tecnologici per trasformare non solo le zone ostili qui sulla Terra, ma anche per andare nello spazio, e non in visita, ma per restarci,” ha detto lunedì scorso Alicia Jackson, vicedirettrice del nuovo Biological Technologies Office della DARPA, ad una conferenza sulle biotecnologie tenuta dalla DARPA stessa. Mentre parlava, Jackson indicava un disegno di Marte terraformato, fatto da un artista.

Un pezzo di DTA Gview, che permette agli scienziati di vedere geni specifici anziché una serie di A, T e G. Immagine: Jason Koebler

Che cos’è dunque questo strumento tecnologico di cui parla? Nell’ultimo anno, il laboratorio di Jackson ha cercato di imparare cosa serve per progettare e costruire geneticamente organismi di tutti i tipi, non solo e.coli e lieviti, che sono quelli usati più comunemente nei progetti di biologia sintetica.

“Ci sono tra i 30 milioni e i 30 miliardi di organismi sulla Terra. Ne usiamo solo due al momento nella bio-ingegneria,” ha detto. “Voglio usare qualsiasi organismo che possegga le proprietà che cerco—lo voglio mappare velocemente e ricrearlo altrettanto velocemente. Se guardate i software per l’annotazione genetica di oggi, non sono pensati per trovare rapidamente sistemi [e geni] adatti all’ingegneria. Sono pensati per cercare qualcosa di esoterico e interessante su cui scrivere una ricerca accademica.”

La DARPA, insieme ai suoi partner di ricerca, ha creato un software chiamato DTA GView, che Jackson chiama “il Google Maps della genetica.” Durante la conferenza, ha messo i genomi di diversi organismi nel programma, che ha immediatamente fornito una lista di geni conosciuti e della loro posizione nel genoma.

“Questo torrente di dati genetici che stiamo raccogliendo è incredibile, fatta eccezione per il fatto che rimangono nei database, dove sono solo dati e non conoscenza in senso proprio. Solo una parte molto piccola di ciò che abbiamo è processabile,” ha detto. “L’obiettivo è quello di, in un giorno, fare un sequenziamento e trovare il punto in cui si può ingegnerizzare un organismo.”

L’idea è essenzialmente quella di selezionare i geni migliori di una qualsiasi forma di vita e aggiungerli in altre forme di vita per creare qualcosa di completamente nuovo. I primi esperimenti si effettueranno probabilmente prima su batteri e altri microorganismi, ma sembra che l’obiettivo finale sia quello di lavorare su organismi più complessi e multicellulari, nel futuro.

Essere capaci di una cosa del genere ha un’utilità senza precedenti: Jackson ha dichiarato di voler estirpare le malattie trasmesse da vettori, cosa che ovviamente suona adorabile e utopica. Forse è più interessante il piano della DARPA di utilizzare organismi progettati specificatamente per aiutare a riparare i danni fatti all’ambiente. Jackson ha detto che dopo un disastro naturale o causato dall’uomo, potrebbe essere possibile creare nuovi tipi di organismi estremofili in grado di sopravvivere in lande desolate e rovinate. Man mano che questi organismi eseguono la fotosintesi e prosperano, renderebbero l’ambiente di nuovo sano naturalmente, ha detto.

Qui il discorso si ricollega alla terraformazione di Marte. Dopo aver fatto abbastanza pratica nel trasformare i paesaggi danneggiati della Terra in posti ospitali per la vita, Jackson pensa che avremo tra le mani ciò che serve per colonizzare il sistema solare. Ovviamente tutto ciò non ha date né tabelle di marcia, è una tecnologia ancora ad uno stadio larvale, e molto del lavoro che stanno facendo è classificato—ma non possiamo non essere elettrizzati dalle possibili conseguenze, ugualmente.

 di JASON KOEBLE

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