Il mistero di Georgia Guidestones, la Stonehenge americana

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Questo colossale complesso megalitico è forse il monumento più enigmatico degli Stati Uniti: enormi blocchi di granito che riportano delle iscrizioni guida relative alla ricostruzione della civiltà dopo l’apocalisse. Solo un uomo sa chi le ha create. E non vuole parlare.

Il mistero di Georgia Guidestones, la Stonehenge americana.

Pensavate che i siti misteriosi fossero solo quelli antichi? Vi sbagliate, perché l’uomo è capace di avvolgere le sue creazioni di fascino e misticismo in ogni epoca. La prova è in una cittadina sperduta della Georgia, negli Stati Uniti. Elberton è il capoluogo della contea di Elbert, e fino a trent’anni fa era conosciuta solo per essere “la capitale del granito nel mondo”, grazie alla fiorente industria della lavorazione di questa pietra. Non certo una destinazione turistica, dunque. Fino a quando non è stato eretto un particolare monumento che l’ha improvvisamente messa sulle mappe dei viaggiatori: il Georgia Guidestones. Un enorme gruppo di cinque blocchi di granito, alti cinque metri l’uno, che ne sorreggono un sesto: quattro di questi monoliti pesano più di 20 tonnellate l’uno. Il sito megalitico oggi attira migliaia di visitatori, tanto da essere definito la Stonehenge americana. Non soltanto per il suo aspetto, ma perché si tratta probabilmente del monumento più carico di mistero di tutti gli Stati Uniti: i colossali monoliti riportano infatti delle iscrizioni in diverse lingue che appaiono essere come delle indicazioni per ricostruire una società civile dopo l’apocalisse. Ma da dove nasce questo posto? Chi lo ha ideato? Chi lo ha realizzato?

La storia del Georgia Guidestones comincia nel febbraio 1979, quando un uomo di nome Robert C. Christian entra nell’ufficio della Elberton Granite Fishing, la società di lavorazione di granito della contea, e presenta al suo presidente, Joe Fendley, un progetto mai visto prima. Un gruppo di pietre più grandi di quelle che mai fossero state ricavate nelle cave della contea, per costruire una sorta di enorme strumento astronomico: qualcosa che avrebbe funto allo stesso tempo da bussola, calendario e orologio. Le rocce dovevano riportare delle iscrizioni in otto delle principali lingue del mondo. E dovevano essere erette in modo tale che avrebbero dovuto resistere a qualsiasi tipo di calamità, così da poter sopravvivere anche alla distruzione della civiltà così come la conosciamo oggi. Le iscrizioni infatti dovevano essere delle linee guida per la ricostruzione di un nuovo e miglior mondo.

Fendley cercò di scoraggiare l’uomo da una simile impresa rendendogli conto delle spese che avrebbe dovuto sostenere. Ma l’uomo sembrava essere interessato solo ai tempi di costruzione, e quando chiese dov’era una banca, Fendley pensò bene di levarselo di torno mandandolo da Wyatt Martin, il presidente della Granite City Bank. Martin e Fendley sono gli unici che abbiano mai visto Christian in volto, e solo il primo oggi è ancora vivo. A questi, Robert C. Christian confidò che il suo era in realtà uno pseudonimo, e che il progetto era stato pensato e preparato da lui e “un gruppo di fedeli americani” da almeno vent’anni. Anche Martin provò a dissuadere lo strano tipo, ma tutti i tentativi furono vani: Christian partì per un giro di scout location nella zona, con la promessa che sarebbe tornato il lunedì successivo.

Al suo ritorno Martin gli comunicò che era impossibilitato a procedere senza prove della sua vera identità, che gli sarebbero servite come garanzia. Christian acconsentì a patto che la cosa fosse rimasta tra loro due e che al completamento dell’opera, tutti i documenti concernenti venissero distrutti. Tanto era la segretezza che i pagamenti sarebbero avvenuti da diverse banche nel modo, per fare in modo che non venisse rintracciato. E fu solo dopo il primo deposito di 10.000$ che Fendley si convinse a dare il via all’impresa. Da quel momento, quello che all’inizio sembrava pura follia diventò una sfida: la più grande opera che avesse mai intrapreso. Una volta trovato e acquistato il terreno adatto al monumento, Christian lasciò Elberton per sempre con la frase “Non mi rivedrete di nuovo”, e niente più che una stretta di mano. Da lì seguì i lavori comunicando con Martin per corrispondenza: anche le sue lettere non venivano mai inviate due volte dallo stesso luogo.

I lavori procedevano tenendo conto delle accurate indicazioni astronomiche rilasciate da Christian. Ma per poter rispettare un progetto così complesso si dovette ricorrere alla consulenza di un astronomo dell’Università della Georgia. Le quattro pietre esterne dovevano essere orientate secondo il movimento di migrazione del sole verso ovest nel corso di un anno. La colonna centrale doveva avere due dettagli perfettamente calibrati: un buco attraverso il quale si sarebbe potuta osservare la Stella Polare in qualsiasi momento, e uno spazio che si doveva allineare con il sorgere del sole durante i solstizi e gli equinozi. La pietra superiore invece doveva avere un’apertura attraverso la quale un raggio di luce potesse passare ogni giorno a mezzogiorno, per indicare il giorno dell’anno sulla pietra centrale.

Ma la caratteristica principale del monumento erano i “dieci comandamenti” incisi su entrambe le facce delle pietre esterne, in otto lingue: inglese, spagnolo, russo, cinese, arabo, hindi e Swahili. Ma c’è di più: un ulteriore incisione, una vera dichiarazione di intenti, doveva essere scolpita sulla pietra superiore in geroglifico egiziano, greco classico, sanscrito e babilonese cuneiforme. “Che queste pietre siano una guida verso un’età della ragione”, recita la scritta come un monumentale testamento. Per le traduzioni ci si è rivolti ad esperti delle Nazioni Unite, soprattutto per quanto riguarda le lingue morte. Il monumento fu svelato finalmente al pubblico il 22 marzo 1980, di fronte a una folla di 400 persone. Ci volle poco perché cominciò ad attirare visitatori da tutto il mondo: non mancavano naturalmente cinesi, giapponesi e indiani. Elberton improvvisamente divenne una destinazione turistica.

Foto di Counse

Ma le critiche al monumento non tardarono ad arrivare, e anzi esso già era visto come un’opera del demonio durante la sua costruzione. A spaventare le persone erano proprio quelle iscrizioni così misteriose quanto dirette. La prima, soprattutto: “Mantieni l’Umanità sotto 500.000.000 in perenne equilibrio con la natura”. Quasi un’istigazione al genocidio, considerato l’attuale numero della popolazione mondiale. Questo dimenticando però che le rocce sono lì in vista di una futura apocalisse. La seconda però era ancora più inquietante: “Guida saggiamente la riproduzione, migliorando salute e diversità.” Non ci volle molto a trovare analogie con le aberranti pratiche eugenetiche operate tra gli altri dai nazisti. La terza incisione recita “Unisci l’Umanità con una nuova lingua viva”. Questo fece venire subito i brividi pensando che il libro dell’Apocalisse avvertiva che l’Anticristo avrebbe dominato il mondo con una sola lingua e un solo governo globale. La quarta iscrizione era invece più in sintonia con i principi cristiani: “Domina passione, fede, tradizione e tutte le cose con la sobria ragione.”

Le successive iscrizioni erano di natura civile: “Proteggi popoli e nazioni con giuste leggi e tribunali imparziali. Lascia che tutte le nazioni si governino internamente, e risolvi le dispute esterne in un tribunale mondiale. Evita leggi poco importanti e funzionari inutili. Bilancia i diritti personali con i doveri sociali”. Ma si sconfina poi nella New Age: “Apprezza verità, bellezza e amore, ricercando l’armonia con l’infinito”. E infine un avvertimento senza mezzi termini: “Non essere un cancro sulla terra, lascia spazio alla natura, lascia spazio alla natura”. Nonostante dei precetti così benevoli, le pietre si sono guadagnate subito una brutta fama. C’è chi ha visto in Robert C. Christian l’Anticristo, e il capo di una setta devota a Lucifero. I complottisti invece pensano che il monumento rappresenti i dieci comandamenti del Nuovo Ordine Mondiale, un’associazione segreta secolare volta al dominio totalitario della Terra. Questo purtroppo ha portato i soliti vandali a deturpare in più occasioni le pietre con della vernice e del poliuretano, tanto che si è dovuti installare delle telecamere di sicurezza.

Foto di E Tak Nar

Ma non si è visto solo del male in quest’opera. Alcuni sono stati ispirati da questi principi molto affini al Neo-Paganesimo, e all’ombra del monumento sono stati celebrati rituali e persino un matrimonio all’interno della Wicca. Naturalmente non poteva mancare chi, con molta fantasia, ha visto nella disposizione a X delle pietre una segnalazione per l’atterraggio di dischi volanti. Altri hanno individuato nello pseudonimo R. C. Christian un riferimento al leggendario ordine di Rosa Croce: gli appartenenti a questa società segreta starebbero tramando per orchestrare la distruzione del mondo, che sarebbe cominciata con una crisi finanziaria globale per culminare in carestie e rivolte popolari fino al grande evento. Che, guarda caso, sarebbe dovuto avvenire il 21 dicembre 2012 come predetto dai Maya.

Oggi Wyatt Martin è l’unico a conoscere la vera identità di Robert C. Christian, e quale significato si nasconde dietro l’opera colossale. Ed è tentato di rivelare tutto quello che sa ogni volta che sente le malignità su quello che a lui è sembrata solo una brava persona. Nel corso degli anni la corrispondenza tra Martin e Christian si è trasformata in una vera e propria amicizia. E proprio per questo Martin vuole mantenere la promessa fatta. Anche se non ha ancora distrutto la documentazione relativa al progetto come richiesto. Alla fine Robert C. Christian, quale che fosse il suo vero scopo nell’erigere questo monumento, era pienamente consapevole che l’aura di mistero che stava creando avrebbe suscitato enorme interesse negli anni a venire: perché le persone sono spesso attratte molto di più da quello che non capiscono che da quello che conoscono.
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