Il Manoscritto di Voynich: il libro più enigmatico del mondo

0

Il manoscritto Voynich è una delle più misteriose reliquie medievali esistenti.
È stato definito dal docente di filosofia medievale dell’università di YaleRobert Brumbaugh, come “il libro più misterioso del mondo” e pieno di segreti, scritto per non essere letto e per custodire nel tempo i suoi segreti.

Il manoscritto Voynich oltre ad essere stato scritto in una lingua sconosciuta ,contiene disegni insoliti, dalla provenienza temporale e geografica sconosciuta.

È l’unico libro al mondo, che nonostante la nostra tecnologia moderna, non siamo ancora riusciti a decifrarlo: un vero arcano del medioevo.

Grazie alla datazione al radiocarbonio, è stato stabilito con certezza che il volume è stato redatto tra il 1404 e 1438, ma poi scomparso dalla documentazione pubblica fino al 1912, quando un commerciante di libri antichi, chiamato Wilfrid Voynich, se lo ritrovò in uno stock di pubblicazioni antiche di seconda mano acquistate in Italia.

“Si tratta di un testo unico nel suo genere, non esistono opere simili. Tutti i tentativi di decifrazione finora messi in atto hanno fallito”, spiega Montemurro a BBC News. “Non si può facilmente respingere il manoscritto come se non avesse senso, in quanto le analisi mostrano una struttura linguistica significativa”.

Fanno da corredo al testo una notevole quantità di illustrazioni a colori, ritraenti i soggetti più svariati: proprio i disegni lasciano intravedere la natura del manoscritto, venendo di conseguenza scelti come punto di riferimento per la suddivisione dello stesso in diverse sezioni, a seconda del tema delle illustrazioni.

Fino ad oggi, è l’unico testo che non si è riusciti ancora a decifrare. Sembra essere stato scritto per non essere letto… Ci ha provato addirittura un team di eminenti decifratori di codici durante la seconda guerra mondiale, esperti nel decodificare i messaggi cifrati dei nemici, ma senza riuscire a trovare alcun significato nel testo. Forse, però, lo studio potrebbe portare ad una svolta.

Il volume, scritto su pergamena di capretto, è di dimensioni piuttosto ridotte: 16 cm di larghezza, 22 di altezza e 4 di spessore. Consta di 102 fogli, per un totale di 204 pagine. La rilegatura porta tuttavia a ritenere che originariamente comprendesse 116 fogli e che 14 si siano smarriti.

Le parole sfregano frequentemente le figure, il che indica che probabilmente il testo è dopo le illustrazioni. Il testo è stato scritto da sinistra a destra, lasciando un margine disuguale sul lato destro.

Ha un totale di 37.919 parole, contiene 8.114 parole diverse e circa 170.000 lettere o glifi. L’intero manoscritto è scritto con solo circa 25 lettere diverse. Le numerose illustrazioni permettono di indovinare la sua possibile organizzazione in diverse sezioni: farmacia, botanica, biologia, astrologia, cosmologia e testo.

Di cosa parla il manoscritto Voynich?

Ancora oggi, nessuno è riuscito a determinare di cosa si tratta realmente, alcuni sospettano che possa essere un testo criptato da alcuni scienziati del XV secolo, altri sostengono che possano essere informazioni sulla funzione e lo scopo dell’uomo sulla terra, tramandato da esseri ultra terreni, altri ancora invece, sostengono che può essere un insieme di testi e disegni senza alcun senso. Ci sono persino persone che gettonano la possibilità che si tratti di un’opera extra-terrestre degli tramandata dagli Anunnaki. Naturalmente, nulla di tutto ciò è stato ancora dimostrato.

Secondo i crittografi, alcune frasi hanno strutture simili a quelle usate in latino, ma altre non hanno nulla in comune con nessuna lingua conosciuta.

 Il testo è composto da parole e frasi, singolari senza alcuna somiglianza con qualsiasi altro scritto fatto da esseri umani. Tra le caratteristiche più strane del testo che rendono impossibile la traduzione c’è l’uso ripetuto della stessa parola e lo scambio di lettere in una sequenza.

La successione dei fallimenti ha trasformato il manoscritto di Voynich nel mito della crittografia storica. Ma anche, di fronte alla disperazione raggiunta, alcuni sostengono che il libro è semplicemente una sequenza casuale di simboli senza alcun senso; cioè, un inganno.

Il manoscritto Voynich contiene un messaggio autentico

Il dottor Montemurro, assieme ad un collega, ha utilizzato un metodo statistico computerizzato per analizzare il testo, un approccio che è stato utilizzato anche su altre lingue. I due ricercatori si sono concentrati su alcuni modelli, cercando di capire in che modo le parole sono state organizzate nel testo, così da estrarne i contenuti portanti.

In breve, il manoscritto sta causando una grande frustrazione in campo scientifico, una traduzione di quella che potrebbe essere un’enciclopedia scientifica molto avanzata non è stata raggiunta.

“Ci sono prove sostanziali che le parole portanti tendono a presentarsi in un modello di cluster”, spiega il ricercatore. “Nelle lunghe campate di testo, le parole lasciano una traccia statistica sul loro uso. Quando l’argomento cambia, sono necessarie altre parole.

Le reti semantiche che abbiamo ottenuto mostrano chiaramente che le parole correlate tendono a condividere somiglianza di struttura. Ciò accade anche in una certa misura nelle lingue a noi conosciute”.

Il dottor Montemurro ritiene improbabile che queste caratteristiche sono state semplicemente “incorporate” nel testo per rendere una bufala più realistica, come ritiene la maggior parte del mondo accademico.

Tuttavia, anche se il ricercatore ha trovato un modello, il significato delle parole rimane ancora un mistero. Il fatto stesso che per oltre un secolo molte menti brillanti hanno analizzato il lavoro con pochi progressi, per alcuni, l’unica spiegazione possibile è che si tratti di una bufala.

Uno di questi è Gordon Rugg, un matematico della Keele University, Regno Unito. Lo studioso ha anche prodotto un suo proprio codice complesso, volutamente simile a quello di Voynich, per mostrare come un testo possa sembrare di avere modelli significativi, anche se è un “incomprensibile testo bufala”.

Secondo Rugg, le nuove scoperte fatte da Montemurro non escludono che il manoscritto possa essere un falso. “I risultati non dicono nulla di nuovo. E’ stato appurato da decenni che le proprietà statistiche del manoscritto sono simili, ma non identiche, a quelle delle lingue reali”.

E’ chiaro che Rugg non crede che il testo di Voynich contenga un codice sconosciuto, tuttavia avanza una sua teoria: “Alcune della caratteristiche del testo del manoscritto, come ad esempio il modo in cui sono state poste le parole separate, sono in contrasto con la maggior parte dei metodi di codifica del testo. Questo manoscritto contraddirebbe la maggior parte dei sistemi di codifica conosciuti”.

Chi invece ha rivisto la sua opinione, alla luce delle scoperte di Montemurro, è il dottor Craig Bauer, autore di Secret History: La storia della crittologia. Prima dello studio, Bauer era convinto che il manoscritto fosse una bufala, ma come lui stesso ora ammette, “potrebbe risolvere qualche arcano segreto, o addirittura aiutare a riscrivere la storia della scienza”.

Tuttavia, Bauer è ancora sul ‘chi va là’ e non esclude di poter cambiare ancora la sua opinione alla luce di altri contributi allo studio del manoscritto. Ma il dottor Montemurro è fermo nella sua convinzione, e sostiene che l’ipotesi della bufala non può assolutamente spiegare i modelli semantici che ha scoperto.

Egli è consapevole che la sua analisi lascia molte domande ancora senza risposta, ad esempio se si tratta di una versione codificata di una lingua conosciuta o se si tratti di una lingua totalmente inventata.

“Dopo questo studio, ogni nuovo supporto all’ipotesi bufala dovrebbe tenere conto di questa struttura sofisticata in modo esplicito. Finora, questo non è stato fatto”, insiste il ricercatore. “Ci deve essere una storia alle spalle, che non conosceremo mai”.

100 anni di analisi

L’ultima sezione del Manoscritto Voynich comincia dal foglio 103 e prosegue sino alla fine. Non vi figura alcuna immagine, fatte salve delle stelline a sinistra delle righe, ragion per cui si è portati a credere che si tratti di una sorta di indice.

Il manoscritto Voynich, del quale non esistono copie, è attualmente conservato presso la Beinecke Rare Book and Manuscript Library dell’Università di Yale, negli Stati Uniti, dove reca il numero di catalogo «Ms 408».

“Sono state eseguite circa 25 esami del manoscritto Voynich e la maggior parte dei risultati conferma che il testo presenta analogie con il linguaggio naturale. Questo nuovo esame si aggiunge a quelli di questo genere”, afferma Klaus Schmeh, un crittografo.

“Mentre sappiamo molto sulle proprietà statistiche del testo, non sappiamo abbastanza su come interpretarli. Questo è uno dei problemi da affrontare con le nuove ricerche. Abbiamo bisogno di capire come i diversi linguaggi, metodi di crittografia e tipi di testo influenzano le statistiche”.


Leggi anche

Loading...

Leave A Reply

Your email address will not be published.

This website uses cookies to improve your experience. We'll assume you're ok with this, but you can opt-out if you wish. Accept

Privacy & Cookies Policy
error: