I software Nasa aperti al pubblico

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L’agenzia spaziale americana metterà a disposizione un database dei suoi progetti: dai programmi di elaborazione dati a quelli per comandare i razzi. E ognuno sarà libero di usarli

Il logo della Nasa

Chi ha sempre desiderato riprodurre, magari in scala, un razzo spaziale o un robot simile al Rover che ha esplorato Marte, ora ha un motivo in più per sognare.

L’Agenzia Spaziale statunitense ha annunciato per giovedì la creazione di un catalogo deisoftware usati per più di mille progetti, a disposizione gratuitamente per il pubblico. Saranno suddivisi in quindici categorie, che includono sistemi di gestione, strumenti di progettazione, controllo dei dati ed elaborazione delle immagini.

Ma si troveranno anche programmi per la robotica, sistemi criogenici, simulatori climatici e persino programmi per l’esecuzione di sistemi di guida di un razzo.

Non tutto sarà a disposizione di tutti. Alcuni codici, per esempio quello dedicato alla guida dei razzi, saranno riservati ad altre agenzie federali. Ma laddove non esistano limitazioni di questo tipo, chiunque potrà recuperare i dati e usarli senza pagare diritti sulla proprietà intellettuale, quindi sfruttarli per migliorare un progetto imprenditoriale o produrre nuove idee. Se un codice non è open source, serve l’autorizzazione per scaricarlo: basta dimostrare d’essere un cittadino degli Stati Uniti e firmare un contratto.

 

E proprio questo è il senso dell’operazione, come spiega in un comunicato ufficiale Jim Adams, uno dei responsabili del settore tecnologico della Nasa: “Il software è un elemento sempre più importante nel portafoglio delle attività intellettuali dell’Agenzia, tanto da costituire circa un terzo delle nostre invenzioni segnalate ogni anno”, e tuttavia l’istituzione si è schierata a favore dei “principi di open government” incoraggiando, così, “l’innovazione e l’imprenditoria”.

 

Da circa 50 anni la Nasa è impegnata in un programma di trasferimento tecnologico , che ha lo scopo di portare sulla terra e tradurre in benefici tangibili anche per il grande pubblico la ricerca e gli investimenti dell’esplorazione spaziale. Il primo esempio di condivisione del software, l’Agenzia lo sperimentò nel quarantennale dello sbarco sulla Luna dell’Apollo 11, nel 2009. Il software del sistema di guida del modulo lunare fu distribuito liberamente, ma stupì soprattutto per la sua incredibile semplicità.

 

I software della Nasa hanno già trovato applicazione in campi diversi da quelli della esplorazione stellare. Nel 2005, alcuni i biologi marini hanno adattato un algoritmo per la mappatura delle stelle del telescopio spaziale Hubble per rintracciare e identificare gli squali balena in via di estinzione. Riveduto e corretto, lo stesso software è stato usato poi per monitorare gli orsi polari nell’Artico. Ma ricadute tecnologiche ci sono state anche in settori più popolari, dalle automobili, ai macchinari medici, dai caschi per ciclistiai profumi .

 

Su tutto ciò, pesa anche l’impulso dato dall’amministrazione di Barack Obama all’apertura degli scrigni segreti dei dati. Tre anni fa il presidente Usa ordinò alle agenzie federali di accelerare trasferimenti tecnologici simili a questo. In febbraio, anche il Darpa (Defense Advanced Research Projects Agency) ha prodotto un analogo catalogo del proprio software.

 

La Nasa ha promesso di mettere a disposizione un database navigabile dei progetti entro poche settimane dalla pubblicazione dell’elenco, quindi, entro il prossimo anno, potrà ospitare il codice software vero e proprio nel proprio archivio online. Lo Shuttle fai da te è ancora lontano, naturalmente, ma è stato fatto un piccolo passo. Piccolo per un uomo, ma…

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