I Matematici Arwen Nicholson e Duncan Forgana,le sonde aliene potrebbero aver raggiunto la Terra

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I Matematici Arwen Nicholson e Duncan Forgana,le sonde aliene potrebbero aver raggiunto la Terra

L’universo è pieno di misteri che sfidano le nostre conoscenze. Nella sezione ‘Ai confini della realtà: Viaggio nei misteri della Scienza’ Epoch Times raccoglie storie che riguardano questi strani fenomeni per stimolare l’immaginazione e aprire possibilità ignote. Se siano vere o no, sei tu a deciderlo.

Lo scorso anno Voyager 1 è arrivata al di là del confine del nostro Sistema solare ed è stata programmata affinché possa incontrarsi con una stella di nome AC+79 3888 tra circa 40 mila anni. Potrebbe sembrare un lungo periodo, ma immagina una razza aliena 40 mila anni più avanti di noi nello sviluppo tecnologico.

Cosa sarebbe successo se quella razza avesse inviato una sonda 40 mila anni fa? Potremmo essere i destinatari finali di queste prove dell’esplorazione spaziale? Cosa sarebbe accaduto se quella razza avesse avuto un milione di anni di vantaggio sull’umanità?

Arwen Nicholson e Duncan Forgana, professori dell’Università di Edimburgo, hanno riflettuto su queste domande e hanno formulato alcune teorie correlate.

Lo scorso anno hanno pubblicato un articolo sull’International Journal of Astrobiology spiegando le tecniche che potrebbero ridurre drasticamente il tempo necessario per inviare sonde molto lontano. Hanno anche affermato che non solo è possibile che gli alieni possano raggiungere il nostro Sistema solare con tali sonde, ma avrebbero potuto farlo molto tempo fa. Potrebbe essere un’operazione in corso, con molte culture aliene differenti che inviano sonde contemporaneamente.

Inoltre le sonde potrebbero essere così avanzate che non saremmo neanche capaci di individuarle. Solo perché non abbiamo visto le sonde, hanno affermato i matematici, non significa che non siano arrivate.

 

Secondo la teoria della relatività di Albert Einstein è impossibile viaggiare più velocemente della velocità della luce e ciò ha indotto alcuni a porre in discussione come gli alieni possano raggiungere il nostro pianeta all’interno di ogni ragionevole lasso di tempo, se essi vivono lontano anni-luce.

Alcuni scienziati hanno iniziato a mettere in discussione la teoria della relatività di Einstein, anche se fornisce ancora il quadro generale per comprendere il movimento cosmico. Anche entro i limiti di questa teoria secondo i ricercatori il viaggio spaziale potrebbe essere molto più veloce di quanto si pensasse in precedenza.

Nicholson e Forgana ipotizzano che le sonde potevano fiondarsi intorno ai corpi cosmici utilizzando le forze gravitazionali di questi corpi. Secondo i loro calcoli, questa manovra-fionda, combinata con la capacità di auto-replicarsi, potrebbe consentire alle civiltà aliene di esplorare l’intera galassia della Via Lattea nel giro di dieci milioni di anni, senza andare più veloce della velocità della luce. In realtà, le sonde avrebbero bisogno di viaggiare al dieci per cento della velocità della luce per raggiungere questo obiettivo.

Può sembrare che dieci milioni di anni sia un lasso di tempo del tutto irragionevole, ma considerando l’enormità della galassia e il grande arco temporale di tutta la storia cosmica, è veramente breve.

I due professori hanno costruito la loro teoria sulla base del lavoro del matematico e fisico John Von Neumann, che ha postulato per primo il modello della macchina autoreplicante negli anni 40.

Le sonde quali Voyager seguono l’idea che una sonda venga lanciata in un lontano sistema stellare e una volta arrivata metta insieme le risorse necessarie per ricostruire un’altra sonda: è il concetto dell’autoreplicazione. Quando la nuova sonda è terminata, si muoverebbe verso un altro sistema mentre l’altra rimarrebbe nel luogo di destinazione per completare la missione.

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