GLI IGIGI: LE DIVINITÀ CHE SI RIBELLARONO AGLI ANUNNAKI

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Per Igigi” o “Igigu” si indica un gruppo di divinità del pantheon mesopotamico composti da otto giovani  Dèi dove  secondo il mito, erano al servizio degli Annunaki,  fino a quando non si ribellarono, costringendo i loro padroni a creare gli esseri umani.

Gli Anunna, definizione sumerica (“Progenie del Principe”), resi in accadico con Anunnuku, Anunnaki, sembrano aver inizialmente composto il gruppo dei grandi dèi, che esercitavano all’interno della comunità divina i principali ruoli di comando, mentre gli Igigu-Igigi, termine più recente, di origine semitica, designavano l’insieme degli dèi “lavoratori” di ordine inferiore . Più tardi la differenza si è sfumata e ciascuno dei due vocaboli ha potuto confondersi con l’altro o riferirsi, a seconda dei casi, sia all’insieme degli dèi, sia a questa o a quell’altra delle loro categorie. Anunnaku, per esempio, si è facilmente esteso alle divinità che abitano gli inferi come si vede in 18:32, mentre nella versione sumerica , il corrispondente Anunna indica il gruppo di divinità infernali più importanti, che raccolti in assemblea prendono decisioni fondamentali. »

igigi

Il termine compare nel mito di Atrahasis, conosciuto nella successiva letteratura in lingua greca come Xisouthros (nella Storia di Babilonia (Βαβυλωνιακὰ) di Berosso), è il re di Šuruppak (oggi Tell Fara, nella parte centro-meridionale dell’Iraq) e l’eroe dei poemi mesopotamici inerenti al Diluvio Universale, evento mitico a cui lui sopravvisse.

Il testo di Atrahasis inciso su una tavola risalente  al XVII secolo a.C  e conservata presso il British Museum di Londra ci racconta di alcune interessanti  testimonianze sulla relazione tra gli Annunaki e gli Igigi su tre tavole, ognuna delle quali si sviluppa per otto colonne, quattro sul fronte e quattro sul retro, ogni colonna si compone di circa 55 righe.

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In realtà esistono diverse versioni giunte a noi di questo fondamentale documento della civiltà sumerica. Alcune di queste, segnatamente quelle indicate con le sigle WB, P5 e K forniscono chiaramente una lista di re vissuti antecedentemente al Diluvio Universale (in sumerico amāru, in accadico abūbu). Tra queste tre fonti, quella indicata con la sigla WB  è la più completa e quindi utilizzata dagli studiosi.

Il Poema di Atraḫasis inizia con le condizioni dettate dal Dio cielo Anu salito in cielo, ed (Enki) scieso nell’Apsû, il mondo sotterraneo degli abissi marini, sopra le  Enlil ha preso per sé la terra, con tutti gli esseri viventi del pianeta stesso.

Agli Dèi Igigi  invece è stato invece imposto il  duro lavoro sulla terra, regnato dal dio Enlil. Gli Igigi scavano i fiumi, tra cui il Tigri e l’Eufrate. Il pesante lavoro degli dèi Igigi, svolto di giorno e di notte, dura per 2.500 anni circa.

Così, a partire dal rigo 39 della I Tavola del Poema, questi Dèi iniziano a disobbedire , finché, uno di loro invita ad abbandonare il lavoro e a ribellarsi. Il resto del gruppo danno ascolto al loro compagno e gettano nel fuoco gli strumenti da lavoro, e marciando uniti, si indirizzano verso il santuario di Enlil. Così si legge nel poema.

igigi, annunaki

Gli dèi servitori di Enlil, Kalkal e Nusku, osservano preoccupati la scena: il primo chiude la porta del santuario mentre il secondo si decide a svegliare il suo signore avvertendolo del pericolo. Enlil fa quindi portare le armi e barricare le porte, dopodiché fa convocare Anu ed Ea. Giunti gli altri due Anunnaki, Enlil gli espone i fatti e il pericolo che corre, domandandogli se deve provocare la battaglia. Anu gli consiglia di inviare Nusku affinché si conoscano le ragioni di tale rivolta. Nusku si reca dagli Igigi spiegando di essere stato inviato da Anu e da Enlil per conoscere le loro ragioni, gli Igigi rispondono al messo divino che tutti insieme hanno deciso la ribellione e che la ragione di questa risiede nel duro lavoro a loro imposto. Nusku torna nel santuario di Enlil e riferisce agli Anunnaki la risposta degli Igigi. Enlil piange e medita di abbandonare la terra e salire in cielo con Anu, restituendo a lui le competenze divine sulla terra. Anu replica che ben comprende le ragioni degli Igigi, troppo grande è la loro fatica, quindi suggerisce di creare l’uomo (Lullû), quindi fa convocare la dea Mami, la dea madre, affinché operi questa creazione e fa comunicare la sua decisione agli Igigi, i quali, sentendosi sollevati dalle estenuanti corvée, esultano.

Mami si rende disponibile alla creazione dell’uomo, ma spiega che senza l’aiuto di Enki/Ea, ovvero delle sue purificazioni, non può procedere. Ea decreta le purificazioni e indica in un dio il sacrificio necessario affinché si possa procedere alla creazione del primo uomo: con la carne e il sangue di un dio, impastati con l’argilla, può venire infatti ad essere l’uomo. Gli Anunnaki decidono di sacrificare il dio Wê (il dio Intelligenza, il dio Spirito) la cui carne consentirà all’uomo di possedere l’eṭemmu. Mammu si prepara quindi all’opera di creazione, per questa ragione gli dèi Igigi decidono di indicare Mammu in qualità di “Signora di tutti gli dèi” (Bêlet-kala-ilî). Ea (o Mammu) mescola l’argilla quindi convoca gli Anunnaki .Fu creato  L’uomo, ed a egli verrà assegnato il compito che prima spettava agli dèi Igigi: ovvero  il pesante lavoro sulla terra.

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