In futuro gli astronauti vedranno buchi neri come quello di Gargantua

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Una  ricerca pubblicata sulla rivista Classical and  Quantum Gravity  suggerisce che in  futuro gli astronauiti  potrebbero orbitare intorno a  buchi neri sono simili a quello del buco nero Gargantua del film Interstellar. 

I fisici  del California Institute of Technology (Caltech), guidati da Kip Thorne, hanno applicato allo studio dei buchi neri lo stesso programma con il quale sono stati ottenuti gli effetti speciali di Interstellar. In questa impresa hanno collaborato con il gruppo di Oliver James, dell’azienda londinese Double Negative, autore del codice Dngr (Double Negative Gravitational Renderer) con gli stessi  effetti speciali di Interstellar.

Grazie al codice è stato possibile ricostruire le  figure geometriche a più dimensioni, come l’ipercubo nel quale si ritrova il protagonista di Interstellar. ”Una volta completato il codice Dngr – ha detto James – e ottenute le immagini che abbiamo utilizzato in Interstellar, ci siamo resi conto di avere uno strumento che molto facilmente si sarebbe adattato a scopi di ricerca’‘.

E’ un approccio, ha osservato Thorne, che ”ha un grande valore per gli astrofisici”. Nelle simulazioni condotte con il codice Dngr i ricercatori hanno osservato che nelle vicinanze di un oggetto cosmico che ruota rapidamente su se stesso, come un buco nero, entrano in gioco entità geometriche chiamate ‘caustiche‘, formate dalla concentrazione di curve che modellano le traiettorie dei raggi luminosi quando questi attraversano altri oggetti.


Dalla mappa di queste deformazioni è emerso un puzzle di immagini ripetitive. E’ così, per esempio, che nelle simulazioni sono state generate almeno 13 immagini simultanee della stessa stella e altrettante del piano della galassia in cui si trova il buco nero.

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