Fisico: Esisteva un altro universo prima del nostro

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“C’era un altro universo prima del Big Bang e si possono ancora vedere le prove della sua esistenza nei buchi neri”,

L’universo in cui viviamo è l’equivalente di un universo precedente, e le prove,secondo il Fisico vincitore del premio Nobel Roger Penrose, le possiamo trovare nei buchi neri.

Roger Penrose ha avanzato questa affermazione dopo aver ricevuto il premio Nobel per i progressi fatti nella teoria generale della relatività di Einstein e la prova dell’esistenza dei buchi neri.

Roger sostiene che l’esistenza di punti inspiegabili di radiazioni elettromagnetiche nel cielo, noti come ‘punti di Hawking’, sono resti di un universo precedente al nostro.

Fa parte della cosiddetta teoria della “cosmologia ciclica conforme” dell’universo, suggerendo che questi punti siano l’espulsione finale dell’energia chiamata “radiazione Hawking”, trasferita dai buchi neri dell’universo precedente.

I buchi neri sono una regione dello spazio in cui la materia è collassata su se stessa e ha una forza gravitazionale così elevata che nemmeno la luce riesce sfuggire.

La cosmologia ciclica conforme

La cosmologia ciclica conforme è un modello cosmologico di universo ciclico, proposto dal 2001 in poi dal matematico e fisico teorico Roger Penrose,dove si ritiene che la fine dell’universo sia l’inizio di uno nuovo, dato che la bassa entropia successiva alla morte termica dell’Universo (il momento in cui invece l’entropia è massima) sarebbe la stessa che c’era prima del Big Bang, a causa dell’evaporazione dei buchi neri.

Cosa c’era prima del Big Bang? E come finirà l’universo?

Roger crede di aver trovato la soluzione. L’universo non ha avuto un inizio e non avrà una fine. E noi viviamo solo in un capitolo di questa storia infinita

Prima del nostro eone – ossia della fase dell’universo in cui viviamo – ne esisteva uno uguale, e al termine ne nascerà uno identico. Questa teoria non è in contrasto con le osservazioni: parte dalla constatazione che il Big Bang abbia effettivamente avuto luogo e che l’universo si stia espandendo e probabilmente continuerà a farlo fino a che quasi tutta la materia sarà scomparsa.

Esisteva un altro universo primo del nostro

Ma qui viene il bello. Perché quel poco di materia rimasta sarà anche la stessa che, attraverso un nuovo Big Bang, darà vita a un nuovo eone, una nuova fase dell’universo ciclico ed eterno.

La prova nella radiazione cosmica di fondo

Nel 2001 la NASA lanciò il satellite WMAP, che è riuscito a realizzare un’accurata mappa della radiazione cosmica di fondo e delle sue anisotropie, cioè le sue infinitesimali disomogeneità. In effetti, la CMB sembra essere estremamente isotropa, cioè omogenea, fatta eccezione per alcune piccole fluttuazioni che sarebbero del tutto casuali e che, secondo le teorie, avrebbero poi dato origine alle galassie e a ciò che contengono. Penrose è andato a osservare la mappa della CMB realizzata dal satellite WMAP e ha trovato, con sua stessa sorpresa, delle regolarità nella distribuzione delle anisotropie.

In quella mappa, Penrose ha osservato che queste variazioni si distribuiscono lungo cerchi concentrici. Essi sarebbero, secondo la CCC, il prodotto di uno scontro tra buchi neri supermassicci, che nel collidere avrebbero provocato imponenti onde gravitazionali, i cui effetti si sarebbero “impressi” nella CMB. Esattamente come le onde prodotte da un sasso caduto in uno stagno. Considerando la posizione di questi cerchi concentrici nella mappa della CMB, Penrose e Vahe Gurzadyan dell’Università statale di Yerevan, in Armenia, hanno calcolato che questo grande scontro sarebbe avvenuto prima del Big Bang. Dunque, il nostro eone conserverebbe qualche “memoria” dell’eone precedente, dimostrando che c’era qualcosa prima del Big Bang.

E quel qualcosa era, appunto, nientemeno che un universo (eone) identico al nostro. Quanto durerebbe ogni eone? Non meno del tempo necessario perché tutti i buchi neri evaporino: 10100 anni, cioè un 1 seguito da cento zeri!

I fisici e i cosmologi ci vanno cauti. È vero, affermano, quegli strani cerchi nella mappa della CMB ci sono, ma non è detto che siano spiegabili con la teoria di Penrose. Anche perché la CCC fa un’altra predizione, fondamentale per dimostrare la sua veridicità: e che cioè tutta la materia, ne lunghissimo periodo, finisce per decadere e perdere la propria massa. È vero che molte particelle sono prive di massa e molte altre possono decadere, perdendola. Ma non è stato dimostrato – e secondo i fisici è estremamente improbabile dimostrarlo – che particelle di massa infinitesimale ma pur sempre esistente, come gli elettroni, la perdano.

Tuttavia, la cosmologia ciclica conforme è una teoria che, nella sua complessità, semplifica parecchio la vita. Ai cosmologi, certo, ma anche a noi comuni mortali, che non possiamo fare a meno di domandarci, come loro, da dove veniamo e dove stiamo andando.

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