Anunnaki: La prima guerra della Piramide

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La guerra della Piramide degli Anunnaki

Glia antichi testi Sumeri riportati da Zecharia Sitchin ci raccontano le prime guerre avvenute sulla Piramide da parte degli Anunnaki. Secondo Manetone, Ptah passò a suo figlio il dominio sull’Egitto dopo aver regnato 9.000 anni; ma il regno di Ra venne bruscamente interrotto dopo 1.000 anni – a causa del Diluvio universale. Seguirono i 700 anni del regno di Shu, che aiutò Ra a «controllare i cieli sopra la Terra» e i 500 anni del regno di Geb (“che accatasta la Terra”). Fu in questo periodo, attorno al 10000 a.C, che vennero costruite le attrezzature spaziali, ovvero il porto spaziale nel Sinai e le piramidi di Giza.

Anche se la penisola del Sinai, sede del porto spaziale, e le piramidi di Giza avrebbero dovuto rimanere neutrali sotto l’egida di Ninharsag, in realtà coloro che avevano costruito tali installazioni – Enki e i suoi discendenti – non parevano avere molta intenzione di rinunciare al controllo su di esse. Esiste un testo sumerico che gli studiosi chiamano “Mito del Paradiso”. Il suo antico nome era Enki e Ninharsag e in effetti si tratta della storia d’amore tra i due, tra Enki e la sua sorellastra Ninharsag, un amore con motivazioni e finalità politiche, volto al controllo dell’Egitto e della penisola del Sinai – ovvero delle piramidi e del porto spaziale.

Anunnaki: La prima guerra della Piramide

La storia è ambientata al tempo in cui la Terra era appena stata suddivisa tra gli Anunnaki, con Tilmun (la penisola del Sinai) affidata a Ninharsag e l’Egitto al gruppo di Enki. Fu allora, secondo il racconto sumerico, che Enki attraversò i laghi paludosi che separavano l’Egitto dalla penisola del Sinai e si recò da Ninharsag, che se ne stava là tutta sola, per un incontro d’amore:

Enki andò da colei che è sola, 
dalla Signora della Vita, padrona di quella terra, 
dalla saggia Signora della Vita. 
Il suo fallo inondò le dighe 
e sommerse i canneti… 
Egli versò il suo seme nel corpo della grande signora degli Anunnaki, 
versò il suo seme nel ventre di Ninharsag; 
ed essa prese nel suo grembo il suo seme, il seme di Enki.

adapa enki

Il vero scopo di Enki era quello di ottenere un figlio maschio dalla sua sorellastra, ma nacque invece una femmina. Enki allora fecondò la sua stessa figlia, non appena essa divenne «giovane e bella», e poi sua nipote. Come risultato di questa frenetica attività sessuale, vennero al mondo otto divinità – sei femmine e due maschi. Infuriata per tutti questi incesti, Ninharsag usò le sue arti mediche per far ammalare Enki. Gli Anunnaki che stavano dalla parte del dio la implorarono di lasciarlo stare, ma Ninharsag non era mai stata tanto decisa: «Finché non sarà morto, non poserò mai più su di lui l'”Occhio della Vita”!».

Contento che Enki fosse stato finalmente fermato, Ninurta andò a Tilmun per verificare come stavano le cose e poi tornò in Mesopotamia per riferire gli sviluppi della situazione in una riunione alla quale parteciparono Enlil, Nanna/Sin, Utu/Shamash e Inanna/Ishtar. Ma Enlil, non ancora soddisfatto, ordinò a Ninurta di tornare a Tilmun e di portare con sé Ninharsag. Nel frattempo, però, Ninharsag, impietositasi del fratello, aveva cambiato idea e si era messa a curargli, una per una, tutte le parti del corpo che lei i stessa gli aveva fatto ammalare. Enki, allora, le propose di regnare insieme sull’Egitto, assegnando compiti, sposi e territori a ciascuno degli otto giovani dèi:

Abu sia il signore delle piante;
Nintulla sia il signore di Magan; 
Ninsutu sposi Ninazu;
Ninkashi sia colei che placa gli assetati; 
Nazi sposi Nindara; 
Azimua sposi Ningishzida; 
Nintu sia la regina dei mesi; 
Enshag sia il signore di Tilmun!

Anche nei testi teologici egizi provenienti da Menfi si dice che otto divinità ebbero origine da cuore, lingua, denti, labbra e altre parti del corpo di Ptah. E anche in questo testo, come in quello mesopotamico, Ptah, dopo aver «generato» queste divinità, assegnò loro dimore e territori: «Dopo aver dato forma agli dèi, egli costruì città, delimitò distretti, sistemò gli dèi nelle loro sacre dimore; costruì per loro santuari e fissò le offerte». Tutto questo egli fece «per rendere felice il cuore della Signora della Vita».

Se, come sembra, questi racconti avevano davvero un fondamento, allora la rivalità determinata da questa confusa genealogia non poteva che essere aggravata dalle prodezze sessuali attribuite allo stesso Ra. Si diceva addirittura che Osiride stesso fosse in realtà figlio di Ra e non di Geb, concepito quando Ra si era unito, sotto false spoglie, con la sua pronipote. E qui sta il cuore del conflitto tra Osiride e Seth.
Perché mai Seth, al quale Geb aveva assegnato l’Alto Egitto, bramava tanto il Basso Egitto, che era stato invece assegnato a Osiride? Gli egittologi hanno cercato di dare una spiegazione geografica, parlando di fertilità della terra e altri fattori di questo genere. Tuttavia, vi è un altro elemento – un elemento che, dal punto di vista degli dèi, era senz’altro molto più importante della quantità di raccolti che si potevano ricavare da una regione: la Grande Piramide e le sue compagne a Giza. Chiunque controllasse queste costruzioni, infatti, partecipava al controllo delle attività spaziali, dei viaggi degli dèi dalla Terra e verso la Terra, e dei vitali collegamenti tra essa e il Dodicesimo Pianeta.
Per un certo periodo Seth vide soddisfatta la sua ambizione, avendo tolto di mezzo Osiride. Ma «nell’anno 363», scomparso Osiride, il giovane Horus divenne il vendicatore di suo padre e lanciò una guerra contro Seth – la prima guerra della piramide. Fu questa la prima guerra nella quale gli dèi coinvolsero gli uomini.

Sostenuto da altri dèi legati a Enki che regnavano in Africa, Horus il vendicatore diede inizio alle ostilità nell’Alto Egitto. Con l’aiuto del Disco Alato che Thoth aveva costruito per lui, Horus avanzò sempre più in direzione nord, verso le piramidi. Una prima, grande battaglia si svolse nel «distretto dell’acqua», cioè presso la catena di laghi che separa l’Egitto dalla penisola del Sinai: qui rimase sul terreno un buon numero di seguaci di Seth. Falliti tutti i tentativi di composizione del conflitto messi in atto dagli altri dèi, Seth e Horus si affrontarono in diversi combattimenti corpo a corpo sul terreno e nel cielo sovrastante la penisola del Sinai. 
Nel corso di una delle battaglie, Seth si nascose in «gallerie segrete» in qualche punto della penisola; in un’altra battaglia, perse i testicoli. L’Assemblea degli Dèi assegnò allora tutto l’Egitto «come eredità … a Horus».

Cosa successe allora a Seth, uno degli otto dèi generati da Ptah? Egli venne scacciato dall’Egitto e si stabilì nelle terre asiatiche dell’est, tra le quali vi era un luogo che gli permetteva di «parlare dal cielo». Era egli forse il dio chiamato Enshag nel racconto sumerico di Enki e Ninharsag, quello al quale i due amanti avevano assegnato Tilmun (ovvero la penisola del Sinai)? Se è così, allora egli era il dio egizio (camitico) che aveva esteso il suo dominio sulla terra di Sem più tardi conosciuta come Canaan.
E proprio in questo risultato della prima guerra della piramide che sta la chiave per interpretare i passi biblici; ed è qui che dobbiamo anche ricercare le cause della seconda guerra della piramide.

– Z. Sitchin

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