Una pietra miliare per la scienza italiana: inaugurato il primo computer quantistico a Torino
Torino segna un passo storico nell’evoluzione tecnologica nazionale: il 22 maggio 2025 è stato ufficialmente acceso il primo computer quantistico operativo in Italia. Si tratta di un traguardo straordinario che proietta il nostro Paese tra i leader europei nell’ambito dell’informatica quantistica, un settore destinato a rivoluzionare il calcolo scientifico e industriale.
Il sistema, dotato di cinque qubit, è stato installato all’interno del data center del Politecnico di Torino. È uno dei soli dodici computer quantistici attivi al mondo, e sarà messo a disposizione di università, aziende e centri di ricerca.
Una sinergia italiana all’avanguardia
Questo successo è il frutto di una solida collaborazione tra il Politecnico di Torino, la Fondazione Links (ente della Fondazione Compagnia di San Paolo) e l’Istituto Nazionale di Ricerca Metrologica (INRiM). Il computer è stato fornito dalla IQM Quantum Computers, azienda leader a livello mondiale nella produzione di tecnologie quantistiche.
“L’Italia ha un potenziale enorme in questo campo. La nostra collaborazione con Links rafforza l’ecosistema quantistico, soprattutto in Piemonte”, ha dichiarato Mikko Välimäki, co-CEO di IQM.
Come funziona un computer quantistico?
A differenza dei computer tradizionali, che utilizzano i bit come unità base (0 o 1), i computer quantistici si basano sui qubit, che grazie al principio della sovrapposizione quantistica possono esistere contemporaneamente in più stati. Questo permette di eseguire molteplici calcoli in parallelo, aprendo la strada a un tipo di elaborazione dati completamente nuovo.
L’integrazione tra qubit e machine learning quantistico consente di affrontare problemi estremamente complessi, come la simulazione molecolare, la previsione dei mercati finanziari o l’ottimizzazione logistica su larga scala, in tempi e modi oggi impensabili con i sistemi tradizionali.
Prestazioni superiori e sostenibilità
Uno degli aspetti più rivoluzionari del quantum computing è l’efficienza: rispetto ai supercomputer HPC (High Performance Computing), i computer quantistici promettono prestazioni superiori con consumi energetici molto più bassi. Questo li rende ideali per:
- Crittografia e cybersecurity
- Intelligenza artificiale e analisi predittiva
- Ricerca farmaceutica e progettazione di nuovi farmaci
- Finanza quantitativa
- Ottimizzazione industriale e trasporti
Tecnologia estrema: temperature più fredde dello spazio
Il cuore del computer quantistico torinese è custodito all’interno di un sistema criogenico ultra-avanzato. Per mantenere stabili i qubit, è necessario operare a una temperatura di appena 20 millikelvin, ovvero circa -273°C, 100 volte più fredda dello spazio profondo.

Il sistema è protetto da una schermatura anti-interferenze che elimina vibrazioni e campi elettromagnetici, garantendo così l’isolamento quantistico necessario per il funzionamento ottimale del dispositivo.
Dimensioni e struttura:
- Superficie occupata: circa 4 metri quadrati
- Altezza: 3 metri
- Ambiente: controllato, isolato e stabilizzato per evitare errori nei circuiti quantistici
Formazione e innovazione: nasce un hub quantistico a Torino
Oltre all’infrastruttura tecnologica, il progetto punta anche a formare le nuove generazioni di esperti nel settore. Sono già attivi:
- Un Master in Quantum Computing
- Un corso di laurea in Ingegneria Quantistica
- Più di 30 ricercatori e docenti coinvolti
- Oltre 60 studenti già iscritti e operativi
“Il nostro obiettivo è costruire un hub d’eccellenza dove università e industria collaborino per rendere questa tecnologia concreta e accessibile”, ha spiegato Stefano Corgnati, Rettore del Politecnico di Torino.
Un ponte tra accademia e industria
Con l’introduzione di questo computer quantistico fisico, l’Italia si libera dalla dipendenza dai simulatori remoti, spesso costosi e limitati. Ora, ricercatori e aziende potranno lavorare direttamente su una macchina quantistica reale, aprendo nuove prospettive per lo sviluppo industriale e scientifico.
Già numerose aziende italiane hanno espresso interesse nel partecipare a progetti di co-sviluppo, utilizzando questa nuova infrastruttura per innovare in settori strategici.
Il futuro è quantistico
L’accensione del primo computer quantistico in Italia non è solo una conquista tecnica: è un segnale forte della capacità del nostro Paese di innovare e competere nei settori ad alta tecnologia. Torino diventa così uno dei poli più avanzati d’Europa per lo sviluppo dell’informatica quantistica, portando benefici tangibili all’intero sistema scientifico e produttivo nazionale.


