Un team riesce a decifrare la lettera del Diavolo: ”Ecco La verità su Dio”

Un team riesce a decifrare la lettera del Diavolo: ”Ecco La verità su Dio”

Conosciuta con il nome della Lettera del Diavolo si tratta di  una missiva scritta in caratteri incomprensibili ed era custodita nel Monastero di clausura di Palma di Montechiaro (Agrigento).

Quella in possesso del Monastero sarebbe una copia, mentre l’originale si trova esposta nella torre della Cattedrale di Agrigento. Era inserita in un manoscritto che racconta la vita della suora protagonista dell’episodio

Tutto ebbe inizio nel Monastero di clausura di Palma di Montechiaro un comune  di 23 500 abitanti della provincia di Agrigento in Sicilia nel  11 agosto 1676. Suor Maria Crocifissa della Concezione, al secolo Isabella Tomasi, viene trovata seduta a terra nella sua cella, «mezza faccia sinistra imbrattata di nero inchiostro», il respiro affannoso, il calamaio sulle ginocchia, un foglio tra le mani scritto in un alfabeto incomprensibile. Una lettera, racconta la suora alle consorelle, dettatale da Satana in persona al termine di una lotta estenuante con un gruppo di demoni.

Un team riesce a decifrare la lettera del Diavolo: ''Ecco La verità su Dio''
Un team riesce a decifrare la lettera del Diavolo: ”Ecco La verità su Dio”

Il contenuto della lettera del diavolo  dopo essere stata decifrata 

Ebbene, delle 15 righe complessive della lettera, non tutto è stato decifrato, ma si tratta chiaramente di una missiva che parla di Dio e del diavolo. Il primo riferimento è al fiume Stige, uno dei cinque che secondo la mitologia greca e romana si trova negli Inferi: “Forse ormai certo Stige”, si legge nella missiva, e continuando “Poiché Dio Cristo Zoroastro seguono le vie antiche e sarte cucite dagli uomini, Ohimé”. Un’altra frase tradotta: “Un Dio che sento liberare i mortali , ma lui non è il Dio che voi credete ”.

Dalla lettera sembrerebbe, dunque, che il messaggio parli del rapporto tra Dio, Satana e gli uomini. La Chiesa, che ha fatto Beata Suor Maria, ritiene che Belzebù abbia voluto chiedere a Dio di abbandonare gli uomini, e lasciarli tra le braccia del maligno

Dio non esiste, la trinità è un falso, ci sono solo io”. Questo è il messaggio che emerge dalla celebre “Lettera del diavolo“, la missiva scritta nel 1676 da suor Maria Crocifissa della Concezione, e per anni rimasta incomprensibile. Dopo quattro mesi di studio, un team composto da biologi, psicologi, fisici e religiosi, è riuscito finalmente a decifrarla. “Abbiamo utilizzato un software scaricato dal deepweb che viene utilizzato dall’intelligence turca per decrittare i messaggi dell’Isis” racconta Daniela Abate, direttore del “Ludum science center” di Catania, a Il Giorno.

La lettera è un misto di greco, latino, arabo e alfabeto runico, e per tradurla gli studiosi hanno inserito nell’algoritmo anche il profilo psicologico della suora. Secondo i documenti ufficiali della Chiesa, la suora, al secolo Isabella Tomasi prozia di Tomasi di Lampedusa, fu trovata seduta a terra nella sua cella “con mezza faccia sinistra imbrattata di inchiostro, il respiro affannoso e una lettera in mano scritta in una lingua incomprensibile”. Per la Chiesa, la missiva è l’esito della lotta di suor Crocifissa contro il demonio, che voleva servirsi della donna per trasmettere il messaggio. “Crediamo che la vita in clausura le causasse un grave stress psicologico e che questa lettera sia frutto di un disturbo bipolare, ma siamo rimasti sorpresi di aver trovato un senso logico complessivo” conclude Abate.

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