Tra scenari utopici e distopici. Come sarà il mondo tra 100 anni?

Il recente report SmartThings Future Living ci offre lo spunto per immaginare come potrebbe essere la nostra vita nel 2116, una data meno lontana di quanto si pensi. Secondo lo studio di un gruppo di universitari britannici e di alcuni futurologi l’odierno progresso tecnologico porterà nell’arco di un secolo a cambiamenti sostanziali nell’esistenza dell’uomo. E’ molto probabile infatti che saremo in grado di costruire colonie sulla Luna e su Marte, utilizzare i fondali oceanici per fondare città sottomarine e costruire interi grattacieli nel sottosuolo terrestre. La vita quotidiana sarebbe ulteriormente invasa dalla tecnologia, con robot capaci di fare e di pensare più o meno tutto, droni utilizzabili per spostare qualsiasi cosa ma anche come mezzo di trasporto personale e strumenti in grado di pianificare tutte le nostre azioni nei minimi dettagli.vita_terra_500_anni

A tutto questo possiamo aggiungere un prevedibile progresso nella genetica e nella scienza medica che inciderebbe molto sulla nostra salute e sui nostri valori etici e religiosi. Lo scenario descritto dai ricercatori somiglia certamente a numerosi film di fantascienza ma rispecchia con grandi gradi di probabilità l’evoluzione che sta compiendo il progresso tecnologico. Tuttavia, e di questo lo studio non si occupa, è molto probabile che nel corso dei prossimi cento anni alcuni fattori negativi tendano a far intravedere uno scenario diametralmente opposto. La possibilità sempre più preoccupante che accadano conflitti nucleari; il continuo peggiorare di mutamenti climatici con fenomeni ancora più estremi degli attuali; regressioni economiche e sociali che già oggi stanno facendo vacillare il sistema finanziario globale; nuove epidemie globali causate da ceppi virali sconosciuti, lasciano presagire un futuro tutt’altro che utopistico volto anzi al regresso tecnologico e sociale e certamente non proiettato alla conquista dello spazio bensì ad uno sfruttamento ancora più cospicuo delle risorse del pianeta. Due scenari radicalmente opposti ma altrettanto plausibili che ci fanno presagire che forse la verità sta nel mezzo, e che il 2116 non è poi cosi difficile da immaginare.

Diego Nicoloso

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