Rettiliani: Verita’ nascoste o Fantasia?

Rettili sono gli Annunaki “coloro che dai cieli giunsero sulla terra” o Nephilim (nella Bibbia), gli Dei accadici e sumeri. Secondo Zecharia Sitchin c’è un pianeta del sistema solare, il decimo, con un’orbita fortemente ellittica, Nibiru, associato al pianeta Marduk nella cosmogonia babilonese.Ogni 3600 anni, Nibiru raggiungerebbe il centro del nostro sistema solare e ad esso sarebbe legata la distruzione del Pianeta Tiamat, il Quinto Pianeta, esploso, che si trovava tra Marte e Giove di cui l’astronomo Van Flandern ha provato l’esistenza, secondo la teoria dell’equilibrio delle masse planetarie. L’esplosione di Tiamat o Mallona, da cui derivò l’attuale fascia degli asteroidi, ha lasciato tracce evidenti sulla superficie sconvolta di Marte.Secondo la teoria di Zecharia Sitchin, gli Annunaki sarebbero arrivati sulla Terra 433.000 anni da ed avrebbero creato l’Homo sapiens incrociando i propri geni rettiliani con quelli dell’ Homo erectus.L’ipotesi parrebbe peregrina, ma il ritrovamento ad opera degli Scienziati dell’Università di Stato di Bashkir di mappe che rappresenterebbero gli Urali come erano conformati 120 milioni di anni fa, di cui parlò anche la Pravda, dimostra che i passaggi degli Annunaki sarebbero stati frequenti.I Creatori della civiltà mesopotamica sarebbero stati, pertanto, gli Annunaki.Secondo Alan Alford, gli Annunaki sarebbero giunti sulla Terra da Nibiru non 433.000 anni fa, ma 272.000 anni fa, anche se sarebbero sempre loro i creatori dell’uomo. Infine, sempre loro sarebbero stati gli artefici della costruzione dell’enorme piattaforma di pietre a Baalbek con blocchi pesanti 750 tonnellate. Nessun mezzo attuale è in grado di spostare, nè tantomeno sollevare, un blocco di tale peso.Tra i rotoli del Mar Morto rinvenuti nel 1954 assume particolare rilievo il Manoscritto detto “Il Testamento di Amran”, (4Q543, 545-548) dal nome del padre di Mosè, ove si può trovare un riferimento a strani esseri chiamati, anche qui, i “Vigilanti”.Amran vide in sogno due uomini che “…ingaggiavano una grande disputa… Io domandai loro: ‘Chi siete voi, per avere su di me un tale potere?’ Essi mi risposero: ‘Noi abbiamo ricevuto potere e dominio su tutta l’umanità’. Essi midissero: ‘Quale di noi tu scegli perché ti governi?’. Io sollevai i miei occhi e li osservai. Uno di loro era d’aspetto terrificante, come un serpente, il suo manto era variopinto, ma molto scuro…Ed io osservai di nuovo,…il suo volto era come una vipera, e indossava…tutti i suoi occhi…”.Nella Bibbia i Serafini, “strumenti di Dio”, vengono definiti “Serpenti Fiammeggianti”.In arabo “Serpente” è “Hayya”, mentre in ebraico, la parola è “Hevia”.Il nome di “Eva”, è definito in ebraico “Hawwah”, termine praticamente identico all’arabo “Hawwa”, etimologicamente legato alla parola araba “Hayat”, cioè alla comune radice per entrambe le lingue, “Vita”.Pertanto, per gli Ebrei, Eva è il “Serpente femmina”, “Signora del Serpente” e “Colei che dà la Vita”, la progenitrice dei Nefilim, descritti come “Awwim”, cioè: i “Serpenti”.Le leggende ebraiche narrano che Shemihaza, un Angelo di alto rango, insieme ad un gruppo di angeli a lui sottoposti ricevettero l’ordine di istruire gli umani, ma dopo alcuni secoli, gli angeli cominciano ad accoppiarsi con le femmine umane, istruendole nelle arti magiche e dando luogo ad una progenie ibrida: i Nephilim, appunto.Nel Libro dei Vigilanti del Libro di Enoch apprendiamo che 200 di questi angeli, chiamati Vigilanti o Guardiani o Grigori, si unirono alle donne della terra, partorendo i Nefilim.I Nefilim erano di statura gigantesca ed enorme forza, corruppero la Terra a causa della loro amoralità e ferocia, arrivando a divorare gli esseri umani.”C’erano sulla terra i Giganti (Nefilim) a quei tempi – e anche dopo – quando i figli di Dio si univano alle figlie degli uomini e queste partorivano loro dei figli: sono questi gli eroi dell’antichità, uomini famosi” (Genesi 6:1-8).Sempre dal “Libro di Enoch” del I sec. a.C. ricaviamo che ad Enoch era stato rivelato dell’esistenza di due specie di Angeli.I primi sono creature ascese che vivono nella luce, essi stessi parte dell’Essere Sopremo. Hanno varie denominazioni, le più frequenti quelle di Cherubini o Serafini, i messaggeri di Dio.

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Gli altri, detti Vigilanti, sono una razza degenerata che, sempre per il “Libro di Enoch” erano “un tempo santi, puri spiriti, viventi di vita eterna, contaminatisi con il sangue delle donne”, padri di “giganti, esseri perversi chiamati spiriti maligni”.La lotta tra le forze della luce e quelle rettiliane del caos è presente in tutte le culture.Secondo alcuni, come abbiamo visto, la leggenda rappresenterebbe il residuo mitologico della reale guerra, scoppiata nella notte dei tempi, tra gli Alieni Atlantidei e i Rettiliani Lemuriani.L’esempio più evidente di queste leggende è la lotta tra San Giorgio e il Drago.La Leggenda Aurea di San Giorgio narra che nella città di Selem, in Libia, vi era un immenso stagno, tale da nascondere un drago, il quale si ergeva dalle acque, avvicinandosi alla città, e uccideva con il respiro pestilenziale tutti gli esseri viventi che incontrava. Gli abitanti furono costretti ad offrirgli due pecore al giorno, e quando le pecore iniziarono a scarseggiare, una pecora ed un giovane estratto a sorte.Un giorno fu estratta la figlia del re, la principessa Silene. Il re tentò in tutti i modi di evitarne la morte, ma il popolo in rivolta lo obbligò a dare corso al triste fato.Mentre la ragazza si recava verso lo stagno, incontrò il cavaliere Giorgio in viaggio, il quale, conosciuto il destino che l’attendeva, le promise il suo appoggio.Quando il drago uscì dalle acque in cerca del pasto giornaliero, San Giorgio montò a cavallo e, affrontatolo, lo trafisse con la sua lancia, ferendolo.Il cavaliere avvolse la cintura della fanciulla al collo del drago e il drago li seguì in città, indebolito.Gli abitanti si ritrassero inorriditi alla vista del mostro ferito, ma il cavaliere disse loro che lo avrebbe ucciso se tutti avessero operato la conversione alla fede di Cristo. Così fecero e Giorgio uccise il drago.Correlata a questa leggenda, vi è la mitologica figura dell’Arcangelo Michele che, all’inizio del tempo, combattè e mise in fuga, nelle dimensioni più infime, Satana [sà-ta-na] (?????? Ebraico Satan, Greco e Latino Sátanas, Ebraico Tiberiano Sa?an; Aramaico ???????? ?a?an?; ????? ?ay?an: “Avversario; accusatore”), demone e serpente, figlio delle tenebre dello Spirito. RETTILIANI ED ANTICHI EGIZIQuesta immagine rappresenta un idolo di terracotta del III secolo a.C., ritrovato a Pri?tina, nel Kosovo. Le somiglianze con gli Alieni Rettiliani khnum menhit sono più che evidenti.Ancora più sorprendenti i collegamenti tra entità serpentiformi (rettiliani) e Dei Egiziani.Il Dio della Casa della Vita era Khnum che derivava dalla divinità nubianaKhenmu.

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Sarebbe un Ovis longipes, una specie di montone estinto, ma il suo aspetto è tipicamente rettiliano.Poiché era il vasaio divino, creava gli esseri umani, che plasmava dal limo e della creta del Nilo e poneva nei lombi delle donne perché nascessero.Era, pertanto, il Dio della Fonte del Nilo e della Vita, ed, essendo il Divino Demiurgo, la divinità più importante del primevo Pantheon Egiziano.A partire dalla V dinastia, i sacerdoti di Eliopolis associarono la sua figura a quella del Sole, con il nome di Khnum-Ra.Nehebkau, viene anche chiamato anche Nehebu-Kau e Neheb Ka. Il Ba e il Ka sono due delle cinque parti dell’Anima, nelle credenze egiziane, Ha è il Corpo. Pertanto, Nehebkau era il Dio che univa l’Anima al Corpo. Il penultimo glifo significa anche “serpente a due teste” ed, infatti, Nehebkau, come i Naga cambogiani, è talora raffigurato a due teste.E’ rimarchevole che insieme alla unità-dualità di questi due Dei, va considerato che il Ka, oltre che parte dell’Anima, è anche il doppio dell’essere umano. Emblematicamente, Nehebkau ha talora una, talora due teste. La dualità, nel mondo antico, rappresenta la contrapposizione-unione tra Bene e Male, Ying e Yang, Angeli e Demoni, Dio e Satana (“l’Avversario”).Nel sito archeologico di Al Ubaid sono state ritrovati numerosi manufatti pre-sumeri che risalgono a circa 7 mila anni fa, molti dei quali rappresentano enigmatici umanoidi con chiari lineamenti rettili.La cultura preistorica di Ubaid è vissuta in Mesopotamia tra il 4 mila e il 5,5 mila a.C. Come per i Sumeri, anche l’origine del popolo Ubaidiano è sconosciuta.Essi vivevano in grandi insediamenti costituiti di case di mattoni di fango, sviluppando l’architettura, l’agricoltura e l’allevamento del bestiame.Il luogo principale dove sono state ritrovate le insolite statuite si chiama Al’Ubaid. Inoltre, alcune di esse sono state rinvenute anche in Ur e in Eridu. Il primo esploratore a scavare il sito di Al’Ubaid fu Harry Reginald Hal nel 1919. Si tratta di un piccolo tumulo di circa mezzo chilometro di diametro, con un altezza di circa due metri dal suolo.Lo scavo port? alla luce diverse figurine maschili e femminili in diverse posture e nella maggior parte dei casi sembra che indossino una sorta di casco e che abbiano un qualche tipo di imbottitura sulle spalle. Altre figurine reggono una sorta di scettro, forse un simbolo regale e di potere.Il fatto più curioso è che i lineamenti dei volti delle statuine hanno sembianze rettili, con lunghe teste, occhi a mandorla e il naso molto simile a quello delle lucertole. Tra le statuine più strane ci sono alcune figurine femminili che reggono in braccio un lattante con le sembianze di una lucertola.Cosa o chi esse rappresentino esattamente è del tutto ignoto ai ricercatori. Secondo alcuni archeologi, le posture, come quella che rappresenta l’allattamento al seno femminile, non suggeriscono che si tratti di oggetti rituali. Ma allora perch? questo antico popolo decise di rappresentare degli individui dai tratti rettiliani?Chiunque rappresentassero, sembra che fossero particolarmente importanti per la cultura di Ubaid. Come segnalato in un posto precedente, il serpente è un simbolo molto importante per la cultura umana. Molte popolazioni antiche rappresentavano le loro divinità ‘venute del cielo’ sotto forma di essere rettiliani.I Sumeri rappresentano la prima popolazione urbanizzata al mondo. Erano i discendenti di un’etnia della Mesopotamia meridionale (l’odierno Iraq sud-orientale), autoctona o stanziatasi in quella regione dal tempo in cui vi migrò (attorno al 5000 a.C.) fino all’ascesa di Babilonia (attorno al 1500 a.C.).Il termine Sumero è in realtà il nome dato agli antichi abitanti della Mesopotamia dai loro successori, il popolo semitico degli Accadi. I Sumeri, (o Shumeri da Shumer) infatti, chiamavano se stessi sag-giga, letteralmente “la gente dalla testa nera” e la loro terra Ki-en-gi, “luogo dei signori civilizzati”.Il sistema religioso dei sumeri era un complesso pantheon abitato da centinaia di divinità. Secondo gli antichi testi religiosi sumeri, gli dei e gli esseri umani vivevano insieme sulla Terra. Ogni città sumera era ‘sorvegliata’ da un proprio dio, e gli esseri umani erano impiegati come servi degli dei.Tuttavia, quando si legge il mito della creazione sumero, ritrovato su una tavoletta di Nippur, un’antica città mesopotamica fondata nel 5 mila a.C., si apprende qualcosa di interessante. La creazione della Terra (Enuma Elish) secondo le tavolette sumere è avvenuta così:Quando in alto il Cielo non aveva ancora un nome,E la Terra, in basso, non era ancora stata chiamata con il suo nome,Nulla esisteva eccetto Aps, l’antico, il loro creatore,E Mummu e Tiamat, la madre di loro tutti,Le loro acque si mescolarono insiemeE i pascoli non erano ancora formati, nei canneti esistevano;Quando nessuno degli Dei era ancora manifesto.Nessuno aveva un nome e i loro destini erano incerti.Allora, in mezzo a loro presero forma gli Dei.Dal racconto risulta chiaro che nessuna delle divinità del pantheon sumero responsabile della creazione, anzi gli stessi dei sono parte della creazione. La mitologia sumera sostiene che in principio gli esseri umani erano governati da una progenie ‘divina’ non umana. Questi esseri erano in grado di viaggiare attraverso il cielo in veicoli di forma rotonda o cilindrica.Chi erano i Nephilim o “giganti” della Bibbia: divinità o antichi astronauti?(Testo CEI2008)Ez 29,3 Parla dunque dicendo: Cosa dice il Signore Dio:Eccomi contro di te, faraone, re d’Egitto;grande coccodrillo, sdraiato in mezzo al Nilo,hai detto: «Il Nilo è mio, è mia creatura».Ez 32,2 «Figlio dell’uomo, intona un lamento sul faraone, re d’Egitto, dicendo:Leone fra le nazioni eri considerato;ma eri come un coccodrillo nelle acque,erompevi nei tuoi fiumie agitavi le acque con le tue zampe,intorbidendone i corsi.In questi due brani della Bibbia tratti da Ezechiele, Dio si rivolge al faraone d’Egitto definendolo curiosamente “coccodrillo”. Dato che nulla di quanto esce dalla bocca di Dio è detto “per puro caso”, sorge spontaneo chiedersi come mai il faraone viene identificato proprio con un coccodrillo che notoriamente è un rettile. Dio voleva forse mettere in guardia e salvare il Suo popolo da una civiltà aliena nemica rappresentata proprio dai Rettiliani? Abbiamo infatti visto che in alcune stele facenti riferimento alla civiltà egizia, sono state rappresentate delle divinità con sembianze rettiloidi. Queste creature usavano schiavizzare gli esseri umani tenendoli soggiogati ai loro comandi.Anche all’epoca di Mosè, nel Libro dell’Esodo, leggiamo come Dio avesseincaricato il patriarca della liberazione degli Ebrei, Suo popolo eletto, dalla schiavitù del faraone Ramses, forse discendente diretto dei Rettiliani? Dunque di sangue Nephilim a causa dell’ibridazione della razza umana con quella rettiliana?     Da quanto affermano gli antichi testi e, secondo i miti, un dio fu messo a morte e il suo sangue fu mescolato con l’argilla. Da questo materiale primordiale fu creato il primo essere umano, a somiglianza degli dei. La prima coppia umana fu creata e posta in Eden, una parola sumera che significa ‘terreno pianeggiante’. Nell’Epopea di Gilgamesh, Eden è menzionato come il giardino degli dei e si trova da qualche parte in Mesopotamia proprio tra i fiumi Tigri ed Eufrate.

Di: Cinzia Palmacci

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