Nikola Tesla intercettò un segnale extraterrestre?

Un genio eccentrico e uno scienziato straordinario nato esattamente 158 anni fa. È Nikola Tesla, l’uomo conosciuto per il suo lavoro rivoluzionario e i numerosi contributi nel campo dell’elettromagnetismo tra la fine dell’Ottocento e gli inizi del Novecento.

I suoi brevetti e il suo lavoro teorico formano la base del moderno sistema elettrico a corrente alternata. Dopo la sua dimostrazione di comunicazione senza fili nel 1893, e dopo essere stato il vincitore della cosiddetta “guerra delle correnti” insieme a George Westinghouse contro Thomas Alva Edison, fu riconosciuto come uno dei più grandi ingegneri elettrici statunitensi.

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Molti dei suoi primi studi si rivelarono anticipatori della moderna ingegneria elettrica e diverse sue invenzioni rappresentarono importanti innovazioni tecnologiche.

A causa della sua personalità eccentrica e delle sue apparentemente incredibili e talvolta bizzarre affermazioni, negli ultimi anni della sua vita Tesla fu ostracizzato e considerato una sorta di scienziato pazzo.

Tesla morì per un attacco cardiaco, solo, nel New Yorker Hotel, tra il 5 e l’8 gennaio del 1943, all’età di 86 anni. Nonostante avesse venduto i suoi brevetti sulla corrente alternata, egli era praticamente nullatenente: un grande uomo scomparso, ma il cui ricordo rimarrà vivo per sempre.

Tra gli aspetti più controversi della sua storia, c’è un episodio avvenuto nel 1899, nel corso di un esperimento nel suo laboratorio di Colorado Springs. Lo scienziato cercava un modo per imbrigliare la potenza di un fulmine durante una tempesta.

Nel corso dell’esperimento, la macchina di Tesla, una mastodontica torre di 85 metri, ricevette una serie di strani segnali non riconducibili a cause conosciute dalla scienza. Così scriveva Tesla in un articolo comparso sul Collier’s Weekly del 9 febbraio 1901 dal titolo Talking with the planets (Parlando con i pianeti):

“Sapevo che alcuni disturbi elettrici sono prodotti dal sole, dalle aurore boreali e dalle correnti terrestri, ed ero sicuro che quei segnali non erano dovuti a nessuna di queste cause. La natura dei miei esperimenti precludeva la possibilità che i segnali derivassero da perturbazioni atmosferiche, come è stato avventatamente affermato da alcuni.

Solo qualche tempo dopo è balenato nella mia mente che i disturbi che avevo rilevato potessero essere dovuti ad un controllo intelligente. Anche se non riuscivo a decifrare il loro significato, era impossibile per me pensare come ad un evento casuale. La sensazione in costante crescita dentro di me è di essere stato il primo a sentire il saluto di un pianeta all’altro. C’era uno scopo dietro quei segnali”.

All’epoca dell’intercettazione di Tesla, il mondo non era del tutto estraneo all’attività extraterrestre. Nel 1896, c’era stata una lunga scia di avvistamenti nell’area di Los Angeles. “All’epoca, il primo volo non c’era ancora stato e l’aeroporto di Los Angeles non esisteva”, commenta John Greenwald jr., fondatore di TheBlackVault.com. “Non c’è spiegazione per quanto visto volare in cielo”

Scrive ancora Tesla:

“Allo stato attuale del progresso, non ci sarebbe alcun ostacolo insormontabile nella costruzione di una macchina in grado di trasmettere un messaggio verso Marte, né ci sarebbero grosse difficoltà a rilevare segnali trasmessi a noi dagli abitanti di quel pianeta […].

Una volta stabilita una comunicazione, anche la più semplice, come uno scambio di numeri, il progresso verso una comunicazione più comprensibile sarebbe rapida […]. I marziani, o gli abitanti di qualunque altro pianeta che trasmetta verso di noi, capirebbero subito che abbiamo ricevuto il loro messaggio e trasmesso una risposta. Tutto ciò è molto difficile, non impossibile, e ho già trovato il modo di farlo”.

Forse, senza rendersene conto, il geniale Nikola Tesla anticipava di ben 70 anni quella che sarebbe stata l’attività di ricerca del SETI, nato ufficialmente nel 1974, profetizzando che la comunicazione interplanetaria “sarebbe diventata l’idea dominante del secolo appena cominciato”.

“Che tremendo scalpore darebbe questo al mondo! […]. Spero di poter presto dimostrare con i miei esperimenti in Occidente che non stavo contemplando solo una visione, ma che avevo intravisto una grande e profonda verità”, conclude lo scienziato.

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