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Una misteriosa pulsazione radio proveniente dallo spazio profondo, è stata registrata  per la prima volta “dal vivo” tramite il Parkes Radio Telescope nell’Australia orientale.

Si tratta di un enigmatico Fast radio burst (FRB, lampo radio veloce), della durata di qualche millesimo di secondo, registrati per la prima volta nel 2007, ma  nessuno era mai riuscito a osservarne uno “in diretta”, ovvero nel momento in cui si manifesta.Questi lampi radio veloci sono brevissimi – la loro durata è di appena qualche millesimo di secondo – e possono presentarsi senza alcun preavviso praticamente in qualunque punto della volta celeste.

Come spiegato in uno studio pubblicato su Monthly Notices of the Royal Astronomical Society, gli scienziati sono riusciti nell’impresa mobilitando 12 telescopi sia sulla Terra che nello spazio. Dopo che il Parkes in Australia ha individuato la posizione del burst, gli altri telescopi sono stati utilizzati per effettuare delle osservazioni su diverse lunghezze d’onda.

Nel team di scienziati fa parte anche Daniele Malesani, astronomo veronese che attualmente lavora come ricercatore presso il Niels Bohr Institut dell’università di Copenhagen: “Utilizzando il telescopio spaziale Swift possiamo osservare la luce nella regione dei raggi-X, e abbiamo visto in quella posizione due fonti di raggi-X“, ha spiegato Malesani, che ha però precisato come sia ancora un mistero quale sia la fonte di questi segnali, situata a 5,5 miliardi di anni luce dalla Terra.

 

“Abbiamo trovato cosa non è”, ha affermato lo scienziato italiano. “Il lampo potrebbe aver emesso in pochi millisecondi tanta energia quanto il Sole in un intero giorno. Ma il fatto che non abbiamo visto luce in altre lunghezze d’onda elimina diversi fenomeni astronomici che sono associati con eventi violenti come i lampi di raggi gamma da stelle e supernove, che altrimenti sarebbero state delle possibili fonti del lampo”.

Considerando la polarizzazione della luce osservata, l’ipotesi al momento è che il burst potesse provenire da un’area del cosmo caratterizzata dalla presenza di un forte campo magnetico: “Le teorie puntano su una connessione con un tipo di oggetto molto compatto, come stelle di neutroni o buchi neri. I burst potrebbero essere connessi a collisioni o ‘terremoti stellari’. Ora sappiamo meglio cosa dovremmo cercare”, ha aggiunto Malesani.