Ali Razeghi, lo scienziato Iraniano che sostiene di aver inventato la macchina del tempo

Ali Razeghi, lo scienziato Iraniano che sostiene di aver inventato la macchina del tempo

Cosa fareste se poteste sapere quello che accadrà nella vostra vita nei prossimi otto anni? E’ quello che promette di poter fare Ali Razaeghi, uno scienziato iraniano con la sua invenzione denominata “The Time Aryayek Traveling Machine”

Secondo quanto afferma l’inventore, il dispositivo funziona grazie ad una serie di algoritmi complessi che permettono di poter prevedere dai cinque agli otto anni delle vita futura di qualunque individuo, con una precisione del 98 per cento.

Quelle di Razaeghi, che è anche amministratore delegato del Centro Iraniano per le Invenzioni Strategiche, sono affermazioni audaci, ma il ricercatore, dopo aver lavorato quasi dieci anni al suo dispositivo, dice di essere quasi pronto a lanciare il suo prototipo.

Da quanto riporta l’articolo del Telegraph, Razaeghi è un inventore di razza, con ben 179 altre invenzioni registrate a suo nome. Ma l’ultima creazione dello scienziato potrebbe essere davvero qualcosa di straordinario.

Macchina del tempo

“Le dimensioni della mia invenzioni sono simili a quelle di un personal computer”, spiega Razaeghi, “ed è in grado di prevedere il futuro nei successivi cinque-otto anni degli utenti. Attenzione, quindi: non vi porterà nel futuro, ma porterà il futuro a voi”.

Naturalmente, quando si parla di conoscenza di eventi futuri e viaggi nel tempo, i paradossi sono dietro l’angolo: se davvero il dispositivo dovesse funzionare, che effetto potrebbe avere sulla vita dell’individuo la conoscenza di quello che gli accadrà?

Essendo a conoscenza del suo futuro, compirebbe ancora le stesse azioni che avrebbe compiuto se fosse stato all’oscuro delle conseguenze? Conoscere il proprio futuro, potrebbe cambiare il proprio futuro? Il dispositivo tiene conto del fatto che l’utente è ora a conoscenza del proprio destino?

Da sole, queste domande già minano un pò l’efficacia e la veridicità di questa invenzione. Ad ogni modo, Razaeghi spera di poter offrire la sua invenzione addirittura al governo iraniano, rendendolo in grado di prevedere la possibilità di un confronto militare con un paese straniero, oppure prevedere la fluttuazione del valore delle valute estere o del prezzo del petrolio.

“Ovviamente, un governo in grado di prevedere i prossimi cinque anni nel futuro riuscirebbe a prepararsi in tempo alle sfide che rischiano di destabilizzarlo”, continua l’eccentrico inventore. “Dopo di che, una volta organizzata una produzione di massa, ci aspettiamo di poter commercializzare l’invenzione in tutto il mondo”.

Come Razeghi stesso confessa, la sua invenzione è stata aspramente criticata da amici e parenti che lo accusano di “voler giocare a fare Dio” con la vita ordinaria delle persone e la storia del pianeta.

“Questo progetto non è contro i nostri valori religiosi (Islam, n.d.N.). Gli americani hanno investito milioni di dollari per riuscire ad inventare un dispositivo simile. Io ci sono riuscito con una frazione di tali investimenti. Non abbiamo ancora lanciato il nostro prodotto e reso pubblici i progetti perchè temiamo che i cinesi ci rubino l’idea e comincino a produrlo in milioni di esemplari in una sola notte”, conclude il ricercatore.

La vicenda del “Cronovisore”

In verità, anche in ambito cattolico esiste una “leggenda” secondo la quale il vaticano custodirebbe una straordinaria invenzione realizzata da Padre Pellegrino Ernetti, un monaco benedettino, conosciutissimo esorcista, musicologo di fama internazionale e scienziato, vissuto a Venezia, nel convento benedettino dell’isola di San Giorgio Maggiore, dove è morto nel 1994.

Il dispositivo, assolutamente portentoso e straordinario, chiamato “cronovisore”, sarebbe in grado di captare gli eventi del passato e rendendoli visibili su un monitor così come si sono realmente svolti, svelando anche segreti rischiosi che potrebbero diventare pericolosi per l’intera umanità.

A darne rivelazione è stato l’interessante libro pubblicato in Francia dalle Edizioni Albin Michel: “Le noveau mystère du Vatican” (Il nuovo mistero del Vaticano“) del teologo francese padre Francois Brune.

Per la prima volta Padre François Brune, riconosciuto esperto di transcomunicazione e di fenomeni paranormali, rende note le confidenze che Padre Pellegrino Ernetti gli fece riguardo al progetto del cronovisore al quale lavorarono per anni una dozzina di scienziati, ricercatori e premi Nobel del calibro di Enrico Fermi.

“Un’idea molto semplice, un pò come l’uovo di Colombo”, rivelò a Brune il monaco benedettino che viveva presso l’abbazia di San Giorgio Maggiore a Venezia.

Si tratta di uno strumento, simile ad un televisore, capace di produrre visioni straordinarie. Per questo e per altri oscuri motivi la sconvolgente scoperta dell’equipe di scienziati fu messa a tacere dal Vaticano e l’apparecchio venne smontato. [Disponibile su IBS].

La scoperta parte da un principio di alta fisica: ciascuno dì noi, a mano a mano che passano i secondi, nelle ore, nei giorni, nei mesi e negli anni della vita presente, lascia dietro di sé come una doppia scia, “visiva e sonora”, poiché ogni uomo altro non è che energia visiva e sonora.

“Tutta la nostra ”fisionomia”, spiegava lo stesso Ernetti nel 1987, “è energia visiva che si sprigiona da noi, dalla nostra epidermide, e tutte le parole che noi diciamo sono energia sonora. Ora, ogni energia, una volta emessa, non si distrugge più semmai si trasforma, però resta eterna nello spazio aereo. Occorrono strumenti che captino queste energie e le ricostruiscano in maniera tale da ridarci la persona o l’evento storico ricercato: quindi noi avremo tutto il presente nel tempo e nello spazio”.

Come riportato nel resoconto di disinformazione.it, la scoperta suscitò un putiferio. Da una parte c’erano infatti sostenitori entusiasti: se era possibile rivedere il passato, la macchina avrebbe sciolto definitivamente tutti i dubbi restanti su eventi fondamentali che avevano cambiato la storia del mondo. Dall’altra c’erano le persone spaventate: il cronovisore poteva rivelarsi uno strumento pericoloso per carpire segreti e mettere a rischio la sicurezza dell’umanità.

Le discussioni non finivano mai ed erano soprattutto gli uomini di Chiesa i più coinvolti. Poi improvvisamente il benedettino si trincerò in un rigoroso silenzio, spiegando che aveva ricevuto ordini in proposito dal Vaticano, l’interesse andò lentamente scemando e dopo qualche anno della “macchina del tempo” non si parlò più.

Il libro di padre Brune rivela fatti inediti, retroscena incredibili, dettagli sconcertanti, indica nomi di personalità al di sopra di ogni sospetto, di scienziati famosi, indica date, circostanze precise, riporta documenti straordinari, lunghe conversazioni con padre Ernetti e il tutto, cucito insieme, diventa una valanga documentale cui è difficile fare opposizione.

Il volume dimostra con dovizia di prove che il cronovisore è realmente esistito, anche se l’argomento è, a detta dello stesso autore, ai limiti della fantascienza.

fonte

COPIA SNIPPET DI CODICE

Leggi anche

Loading...

Add a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

error: